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Franziskus Vendrame

Franziskus Vendrame

“Scalzi per l’autismo”: ecco il progetto per dare una mano ai ragazzini autistici

L’obiettivo è quello di raccogliere fondi per i centri estivi tramite l’Angsa Treviso

Fare del bene, facendosi del bene. È così che nasce “Scalzi per l’autismo”, il progetto lanciato da Franziskus Vendrame a sostegno dell’Angsa Treviso per l’inserimento di ragazzi e adolescenti con autismo nei centri estivi della provincia di Treviso. Fare del bene per donare un contributo all’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici Treviso Onlus (per sostenere, organizzare e gestire la presenza di personale preparato e qualificato), ma anche farsi del bene, regalandosi del tempo per camminare e correre, almeno per un tratto a piedi nudi, riscoprendo la gioia dei bambini di stare a piedi scalzi nel prato.

“Scalzi per l’autismo” propone così a tutti gli amanti della corsa e del cammino, ma anche e soprattutto a tutti gli altri, un “gioco salute” per sostenere questo progetto specifico di Angsa Treviso. Verranno realizzati due grandi puzzle a forma di piede ed ognuno potrà “acquistare” uno o più tasselli del puzzle. L’acquisto in realtà è una donazione da devolvere ad Angsa Treviso con la causale “centri estivi 2021”. Una volta acquistato il tassello i partecipanti si impegnano a percorrere almeno 100 metri scalzi per poterlo rendere visibile. In pratica dovranno percorrere camminando o correndo diverse distanze e diverse volte a seconda delle proprie passioni e possibilità per tutto il mese di maggio. A testimonianza di questo impegno sarà richiesta una foto che testimoni questi 100 metri scalzi. Ma l’intento del progetto è anche quello di unire le persone, in questa fase legata alla pandemia in cui le distanze fisiche si fanno più pressanti e opprimenti: un partecipante sarà infatti “abbinato” in modo casuale ad un altro ed entrambi dovranno inviare nello stesso giorno la foto dei 100 metri scalzi per poter sbloccare in simultanea i due pezzi di puzzle abbinati (in tempi non Covid i due avrebbero percorso insieme i 100 metri scalzi).  

Le adesioni al progetto si terranno da domenica 18 aprile a sabato 8 maggio e la realizzazione del puzzle “Scalzi per l’autismo” prenderà avvio domenica 9 maggio per concludersi domenica 6 giugno. “Scalzi per l’autismo” è uno slogan nato dalla passione di Franziskus, genitore di una ragazza con sindrome di autismo, per la corsa scalza e minimalista. Il coneglianese sa di cosa parla: è diplomato Isef e in massofisioterapia, laureato in pedagogia psicomotoria speciale, laureato in scienze motorie, con un master in posturologia. Il 53enne è da sempre protagonista della scena sportiva, sociale e culturale coneglianese: oltre a promuovere il movimento come “medicina” nel suo studio “Kinesis Officina Posturale”, ha introdotto nel territorio veneto prima il nordic walking (e si occupa, come master trainer, di formare gli istruttori) e poi il nordic power, senza dimenticare gli impegni teatrali (è stato attore di Laboratorio Zelig), con tanti spettacoli messi in scena per raccogliere fondi da devolvere in beneficienza (tra quelli dedicati al tema disabilità si ricordano “Dove andiamo, papà?” per la regia di Mirko Artuso ed “Educarne uno per salvarne 104” con Beatrice Montesel. Ora questo nuovo progetto con il quale unisce due tematiche che fanno parte della sua vita, la sensibilizzazione all’autismo e la profonda convinzione che un piede scalzo possa essere un biglietto per il viaggio della salute fisica.

“Questo slogan è stato utilizzato in diverse corse al semplice scopo di sensibilizzare le persone su questo tema complesso – commenta il dottor Vendrame - ma scalzi è anche una metafora che rappresenta tutte le famiglie in cui vivono persone con autismo e che si trovano a lottare quotidianamente per consentire una vita qualitativamente migliore ai propri figli. E a volte ci si sente impotenti e disarmati di fronte a queste sfide, un po’ come affrontare un lungo cammino senza scarpe. Così come nel momento in cui ci troviamo scalzi scopriamo inaspettatamente le grandi potenzialità del piede di resistere al freddo e agli imprevisti, allo stesso modo le famiglie con persone autistiche scoprono di avere grandi risorse di resilienza ed umiltà per affrontare i tanti imprevisti e i momenti difficili quotidiani”.

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