Nessun danno agli edifici vicini, Bosco verticale "promosso" dal tribunale

Respinto il ricorso presentato contro la "Cazzaro Costruzioni" e il cantiere del complesso che sta sorgendo in riva al Sile. La decisione del giudice Lucio Munaro dopo il ricorso di Mts Immobiliare

Il "Bosco verticale"

Il Tribunale Civile di Treviso ha depositato ieri, lunedì, l’ordinanza in merito al ricorso per denuncia di nuova opera promossa da MTS nei confronti di Cazzaro Costruzioni e finalizzata a ottenere la sospensione dei lavori per la costruzione del complesso Cà delle Alzaie/Bosco Verticale di Treviso. Nell’ordinanza il Giudice della Terza Sezione Civile Lucio Munaro ha chiarito che gli edifici in corso di realizzazione non sono suscettibili di procurare alcun danno ai fabbricati circostanti costruiti circa un decennio fa e ha così rigettato il ricorso condannando la ricorrente MTS anche al pagamento delle spese processuali.

«Siamo molto soddisfatti di questo risultato -dichiarano Umberto Saracco e Guido Sartorato, legali della Cazzaro Costruzioni- nel provvedimento si riafferma infatti il principio che l’iniziativa immobiliare di Cà delle Alzaie, ben lungi dall’essere fonte di danno per le costruzioni confinanti, risulta sul piano civilistico perfettamente legittima. Questa decisione si colloca temporalmente dopo quella del TAR del 22 novembre scorso di cui condivide la conclusione, ovvero che le opere possono proseguire serenamente senza alcuno stop. “Ci teniamo altresi a sottolineare che a 2 tribunali è stato chiesto la sospensione e 2 tribunali l’hanno negata».

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