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Gigi Calesso scatenato attacca anche la municipale

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Polizia locale che fa educazione alla civiltà? Perché, invece, la scuola cosa fa?

L'opinione di Luigi Calesso, Coalizione Civica

Se l'Italia fosse un Paese veramente laico, moderno ed europeo e non fossimo nel tempo dei ministri Fontana e dei senatori Pillon (che quotidianamente ci ricordano che il Medioevo non è necessariamente finito) risulterebbe imbarazzante l'idea del Sindaco di Treviso di inviare gli agenti della Polizia Locale nelle scuole medie inferiori per impartire agli studenti lezioni di  "Educazione alla Civiltà" (perché questa è l'espressione riportata oggi dalla stampa locale in merito all'iniziativa). Visto che è necessario l'intervento della Polizia Locale per questo tipo di "educazione" ci sarebbe da chiedersi che cosa fanno tutto il giorno gli insegnanti delle scuole destinatarie dell'intervento del Sindaco! Fortunatamente sappiamo tutti che nelle nostre scuole (medie inferiori e non solo) l'educazione "alla legalità e alla cittadinanza attiva" vengono sono tra le occupazioni quotidiane del corpo docente che utilizza gli strumenti propri di chi, appunto, di mestiere fa l'insegnante e non l'agente di polizia. Per quanto riguarda poi la prevenzione delle dipendenze o del cyberbullismo non dovrebbero essere i competenti servizi dell'ULSS a occuparsene, con il personale specificamente preparato e professionalmente attrezzato per questo tipo di compiti?

Ci si aspetterebbe che la Polizia Locale fosse impegnata nelle scuole medie inferiori per fornire agli alunni approfondimenti sul Codice della Strada e, invece, ce la ritroviamo a "educare alla civiltà"! Qual è l'obiettivo del Sindaco? Fornire questa educazione con lo spauracchio "della polizia"? Preparare i ragazzi alle visite degli stessi agenti con i cani antidroga nelle scuole medie superiori che gli stessi ragazzi frequenteranno negli anni successivi? E' mai possibile che l'unica risposta di questa amministrazione ad ogni tipo di fenomeno sia la "militarizzazione" attraverso la Polizia Locale? Prima le vie e le piazze, ora anche le scuole! Quale visione possono avere i ragazzi di una società che propone loro come risposta prevalente la Polizia Locale, in funzione repressiva e ora anche educativa? Perché l'amministrazione non pensa a incrementare il finanziamento per il servizio degli operatori di strada dell'ULSS in modo da aumentarne il numero e la presenza in città? E la Polizia Locale? Oltre che di pattugliamenti, operazioni antidroga con connesse indagini e pedinamenti, viabilità, "educazione alla civiltà", di che cosa altro dovrà occuparsi? Tutto meno che essere presente nei quartieri e lungo le strade per fornire informazioni ai cittadini, ai visitatori, ai turisti! Sì, per fortuna del nostro Sindaco viviamo nell'epoca di Fontana e Pillon, altrimenti l'imbarazzo per il Sindaco dovrebbe essere veramente pesante.

Luigi Calesso

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