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Domenica, 14 Aprile 2024
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Ryanair cresce ancora: più voli e investimenti a Treviso e Verona, meno a Venezia

La compagnia ha presentato i nuovi collegamenti dagli aeroporti del Veneto. Continua la pressione sull'amministrazione veneziana per convincerla a eliminare la tassa di imbarco

Cinque nuove rotte in Veneto per Ryanair, la principale compagnia aerea low cost in Europa. Con la programmazione per l'estate 2024, la compagnia stabilisce un nuovo record nei collegamenti nella nostra regione, portandoli ad un totale di 88, per circa 7 milioni di passeggeri trasportati.

Le novità, però, riguardano principalmente gli aeroporti di Treviso e Verona (ciascuno con due nuove rotte) e meno quello di Venezia, dove Ryanair è in aperto scontro con l'amministrazione comunale in seguito all'introduzione della nuova tassa di imbarco di 2,50 euro a passeggero. La strategia della compagnia irlandese è di ridurre gli investimenti in laguna nel tentativo di indurre il Comune a eliminare l'addizionale.

Questi, dunque, i nuovi voli annunciati oggi, 29 febbraio, nel corso di una conferenza stampa: 2 da Treviso per Londra e Tirana, 2 da Verona per Madrid e Valencia, uno da Venezia per Reggio Calabria. Tra Treviso e Verona le rotte diventano 61 in totale, incluse le quattro nuove, per circa 4 milioni di passeggeri. Al Marco Polo invece si conferma la sospensione nei piani di crescita. Attualmente le rotte in laguna sono 23.

La compagnia torna quindi ad attaccare l'amministrazione comunale, ritenendo la tassa «assurda» e «insensata». La decisione di aumentare i costi di accesso, scrive Ryanair, «è in contrasto con quella del Friuli Venezia Giulia, che ha abolito l'addizionale municipale dal 1° gennaio, portando un notevole aumento di traffico: abbiamo risposto aprendo a Trieste una nuova base e registrando una crescita del 50%, con 8 nuove rotte». E le minacce si spingono oltre: «Ci chiediamo se valga la pena tenere la base a Venezia tutto l'anno, perché l'inverno non è un periodo florido. La nostra richiesta al Comune è di bloccare l'aumento per non avere picchi di stagionalità, che una città come Venezia ha di natura, e per essere competitivi non solo in estate ma anche in inverno».

Jason McGuinness, capo della sezione commerciale, aggiunge: «Chiediamo al Comune di fermare questo aumento, per rendere Venezia competitiva a vantaggio della propria industria turistica: ciò ci consentirà di riprendere i nostri piani ambiziosi di crescita. Chiediamo inoltre allo stato italiano di eliminare l'addizionale municipale da tutti gli aeroporti: se il governo abolisse la tassa, Ryanair risponderebbe con un investimento di 4 miliardi di dollari in tutta Italia».

Solo pochi giorni fa l'assessore Michele Zuin ha chiarito nuovamente la posizione del Comune di Venezia: «Per l’aeroporto veneziano il 2023 si è chiuso con 11,3 milioni di passeggeri, +21,4% rispetto all’anno precedente, dato confermato anche a gennaio 2024, con un andamento positivo del +3% rispetto allo stesso mese del 2019 e del +1,6% rispetto a gennaio 2023. Un segno della vitalità e della capacità attrattiva del nostro aeroporto. Dati che confermano che l’introduzione della addizionale di 2,5 euro non ha influito in alcun modo nella ripresa del traffico post-pandemia».

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