Carenza di personale, anche le forze dell'ordine della Marca a Roma

Mobilitazione davanti a Montecitorio per manifestare contro l’inerzia del Governo rispetto alle questioni del riordino delle carriere e del rinnovo del contratto di lavoro, nonché delle mancate assunzioni

La centrale operativa della Questura

Solo fra qualche giorno, giovedì 25 luglio, anche una rappresentanza sindacale trevigiana, che si unirà a quella veneta, scenderà a Roma davanti a Montecitorio per manifestare contro l’inerzia del Governo rispetto alle questioni del riordino delle carriere e del rinnovo del contratto di lavoro, nonché delle mancate assunzioni e scarsità di risorse che attanagliano ormai da anni gli organici delle Forze dell’Ordine. Ad affiancare la mobilitazione promossa dal SILP CGIL anche la Funzione Pubblica CGIL. In provincia di Treviso la Polizia di Stato e quella Penitenziaria, la Guardia di Finanza e l’Arma dei Carabinieri contano 1.500 tra lavoratori e lavoratrici.

«Se non molto tempo fa i trevigiani potevano ottenere il passaporto in una settimana o poco più, a causa della mancanza di personale, nel giro di un anno diminuito da 4 a 3 lavoratori nell’ufficio competente, i tempi si sono così allungati arrivando anche ai 60 giorni di attesa. Un fatto che pare pur banale ma nel 2019 non lo è. Anche un lavoratore in più o in meno può fare la differenza quando la situazione è già all’osso. È solo la punta dell’iceberg - per Giovanna Gagliardi dirigente nazionale SILP CGIL - di una più profonda difficoltà che vivono gli operatori delle Forze dell’Ordine impegnati sul nostro territorio e che, ovviamente, ricade poi sottoforma di disagio sui cittadini».

«Diversi sono i numeri ma il risultato non cambia - continua la segretaria nazionale -, la Questura di Treviso contava nel 2011 255 lavoratori, oggi sono 50 in meno, ed entro fine anno ci saranno altri pensionamenti. E ancora, la Polizia Postale, compente per i reati informatici -sottolinea Giovanna Gagliardi- vede impiegati oggi 6 lavoratori a fronte dei 10 sempre del 2011. Non di meno è la Polfer: la sezione di Treviso, che doveva contare 30 operatori, è stata declassata passando poi negli ultimi anni dai 19 ai 13. Questi sono alcuni esempi di una situazione generalizzata che ha origine da una politica di disinvestimento sul fronte della sicurezza del territorio. Inevitabili, infatti, le ricadute causate dalla mancanza di personale per i cittadini e per i lavoratori, costretti a sopportare una mole di attività, d’ufficio e di intervento, non più sostenibile, con turni infiniti e ferie e permessi che saltano».

«Per questo nella mattina del prossimo 25 luglio a Roma il SILP CGIL di Treviso parteciperà con una sua delegazione alla manifestazione nazionale indetta per protestare contro l’inerzia del Governo e per chiedere il rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto da oltre 200 giorni, e lo stanziamento di risorse per i correttivi al riordino delle carriere e che permettano un numero di assunzioni adeguate al mantenimento degli standard minimi di sicurezza. Non bastano annunci e dichiarazioni di vicinanza, servono i fatti»: conclude la Gagliardi.

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