Preganziol: un pericoloso ricercato viene arrestato dagli agenti della polizia stradale

Un trentenne di origini moldave è stato fermato dagli agenti della polizia stradale al casello di Preganziol. Il malvivente, 30 anni, è stato arrestato dopo aver ferito lievemente due agenti

PREGANZIOL Intervento ad alto rischio per gli uomini della polizia stradale che, nel pomeriggio di sabato, hanno messo le manette a un pericoloso criminale, in viaggio sul passante di Mestre. L'arresto è avvenuto in prossimità del casello di Preganziol quando una pattuglia della sezione di Venezia ha fermato, per un normale controllo, un furgone Mercedes Sprinter di colore bianco con a bordo sei uomini di origine moldava.

Sorpresi a bere alcolici all'interno del mezzo, i fermati hanno iniziato a esibire agli agenti i loro documenti. Uno di loro però ha mostrato una carta d'identità della Romania, palesemente falsa in cui c'era la sua fotografia esatta ma con delle generalità che non corrispondevano con le caratteristiche dell'uomo. A questo punto gli agenti hanno chiesto al soggetto di scendere dal furgone per la perquisizione, ma a quel punto l'uomo si è dato subito alla fuga. Immobilizzato poco dopo dalle forze dell'ordine, il malvivente ha provato a liberarsi sferrando calci e pugni che hanno ferito lievemente due agenti.

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A questo punto l'uomo è stato ammanettato e portato in questura, dove ha dovuto consegnare il suo vero documento d'identità. Si è così scoperto che l'uomo è O.T. criminale di origini moldave, già noto alle forze dell'ordine italiane per essere stato espulso dal nostro Paese nel 2013 a seguito di una condanna a quasi 2 anni di carcere per gravi reati con conseguente divieto di reingresso in Italia per i 10 anni successivi. Divieto che l'uomo ha prontamente infranto. Ora dovrà rispondere delle sue azioni davanti all'autorità giudiziaria. Tra i tanti reati commessi in Veneto, il più grave resta una rapina a mano armata a Piazzola sul Brenta, dove l'uomo aveva svaligiato la casa di un anziano lasciandolo in fin di vita.

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