Bomba al Pam, Primo Possamai verrà sentito dagli inquirenti

Il 53enne di Nervesa, con alle spalle l'attentato di cui rimase vittima l'imprenditore Simone Rech, verrà ascoltato come persona informata sui fatti in attesa che il legale di Sorarù depositi la richiesta di interrogatorio del suo assistito

Nella foto l'autore dell'attentato Enrico Sorarù

Gli inquirenti che indagano sull'esplosione che  ha investito il supermercato Pam di Via Zorzetto a Treviso vogliono sentire Primo Possamai, il 53enne di Nervesa che aveva dato ospitalità al presunto attentatore, Enrico Soragù, 56enne senza fissa dimora. Possamai verrà ascoltato come persona informata sui fatti in attesa che il legale di Sorarù, l'avvocato Giuseppe Muzzupappa, depositi la richiesta di interrogatorio del suo assistito.

Al gip, nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto, il 56enne ha detto di aver trovato il "pacco" ai giardinetti di S. Andrea e di averlo poi deposto di fronte all'ingresso del supermarket. Ma gli investigatori vogliono vederci chiaro su Sorarù abbia ottenuto in realtà la bomba a mano, di fabbricazione jugoslava, che con quel suo contenuto fatto di biglie di vetro era stata realizzata con l'obiettivo di uccidere. E Primo Possamai può essere la chiave per arrivare a verificare quella che è una delle piste battute, ovvero che dietro vi sia in realtà una vera e propria associazione di persone che trafficano armi di contrabbando provenienti dai balcani.

L'idea che si sono fatti in Procura a Treviso è che non possa essere solo una coincidenza il fatto che Sorarù sia stato ospitato a casa di Possamai, uno che ha una vera "passione" per gli esplosivi, che li conosce, li sa maneggiare e che in passato ha avuto più di un guaio con la giustizia per colpa delle "pacche". Da ultime nel 2018 salì infatti all'onore delle cronache per aver piazzato la bomba che, la notte del 3 ottobre 2017, esplose davanti alla porta di casa dell’imprenditore vitivinicolo di Monfumo, Simone Rech, su commissione di Attilio Bergamin, un anziano prozio di Rech. Le sue conoscenze nell'ambiente degli appassionati di armi e di esplosivi potrebbe essere, sperano gli investigatori, la chiave per aprire il cassetto dei misteri che circonda la provenienza dell'ordigno usato da Sorarù.
 

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