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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Casale sul Sile / Via Nuova Trevigiana Casale, 89

Ladro latitante finisce nella rete dei controlli contro i furti in casa

Arrestato dai carabinieri un 34enne albanese. L'auto su cui viaggiava è stata fermata a Casale sul Sile, in via Nuova trevigiana, nella serata di venerdì. L'uomo ha scalciato e aggredito i militari. A bordo del mezzo tutti gli "attrezzi del mestiere"

Si aggirava nei dintorni di Casale sul Sile, probabilmente a caccia di qualche casa da prendere di mira e svaligiare. Per sua sfortuna è finito nella rete dei controlli dei carabinieri che lo hanno fermato e arrestato. L'episodio è avvenuto nella serata di venerdì in via Nuova trevigiana. A finire in manette 34enne P.E., irregolare sul territorio e latitante, a suo carico infatti pendeva una pena da scontare in carcere. I militari da qualche tempo stavano monitorando i moviventi di una Fiat Bravo che era stata segnalata in una zona in cui si erano consumati alcuni furti.

Alla vista dei militari dell’Arma il conducente del veicolo ha cercato di fuggire a piedi per sottrarsi al controllo, scalciando e strattonando i carabinieri ma è stato subito bloccato e tratto in arresto per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La perquisizione effettuata sulla persona dello straniero non ha lasciato dubbi sulle reali intenzioni del malfattore: dietro la schiena, infilato nei pantaloni, il 34enne nascondeva un grosso cacciavite, mentre all'interno del veicolo è stato rinvenuto e sequestrato il tipico materiale utilizzato per le azioni predatorie, fra cui un paio di ricetrasmittenti, una torcia elettrica, un flessibile, dei guanti e una leva in ferro.

Il balcanico aveva inizialmente declinato delle generalità non coincidenti con quelle reali. Da un controllo della banca dati è emerso a suo carico un provvedimento restrittivo emesso nel giugno scorso dall’Autorità Giudiziaria milanese, dovendo espiare la pena di 2 anni e 8 mesi poiché riconosciuto colpevole per una serie di furti in abitazione commessi nelle province di Milano e Varese tra il 2011 e il 2013. Lo straniero, condotto presso la casa circondariale di Santa Bona per espiare la pena citata, è stato quindi denunciato anche per i reati di porto di armi o oggetti atti a offendere e falsa attestazione a pubblico ufficiale sulla propria identità.  

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