Salvato dal suicidio, i carabinieri arrestano i suoi pusher

Arrestati tre cittadini nigeriani, 130 clienti segnalati come assuntori. L'indagine dei militari della stazione di Conegliano è partita a fine 2018 quando un 25enne tentò di togliersi la vita: dalla cocaina sequestrata in casa e dai tabulati telefonici sono stati identificati gli spacciatori

Al centro il sindaco Fabio Chies, il comandante di Compagnia, Fabio di Rezze

Tre spacciatori nigeriani, di 24, 27 e 29 anni, arrestati e ora rinchiusi in carcere a Santa Bona, 130 persone, residenti tra le province di Treviso, Belluno e Pordenone, segnalati come assuntori di sostanze stupefacenti alle rispettive Prefetture, 20 grammi di cocaina e 5mila euro in contanti sequestrati. E' questo, in sintesi, il bilancio di una lunga indagine (durata quasi un anno) contro lo spaccio di cocaina che è stata condotta dagli investigatori della stazione di Conegliano, coordinati dal maresciallo Walter Buso, e dal pubblico ministero della Procura di Treviso, Paolo Fietta.

Nella serata di ieri, mercoledì, i militari hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Treviso, Bruno Casciarri. Gli stranieri, tutti regolari sul territorio (due tra loro con precedenti alle spalle), spacciavano nella zona di Conegliano, soprattutto lungo le rive del fiume Monticano e le vie della città. La loro base era un negozio etnico gestito sempre da cittadini africani che sono però risultati essere del tutto estranei alla vicenda.

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L'indagine dei carabinieri di Conegliano è partita a fine 2018. I militari, intervenuti nell'abitazione in cui un 25enne aveva tentato il suicidio (fortunatamente senza riuscirci) ritrovarono un piccolo quantitativo di cocaina: attraverso i tabulati telefonici dello smartphone utilizzato dal giovane, gli investigatori hanno identificato chi gli aveva ceduto la dose. Grazie a questa intuizione i militari hanno identificato i pusher e ricostruito la loro ampia attività di spaccio, un business che permetteva loro di guadagnare almeno 5 mila euro ogni due/tre giorni.

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Tra i clienti c'erano studenti, operai, artigiani e persino imprenditori che si rifornivano dalla banda dei nigeriani: spesso i pusher raggiungevano gli assuntori in bici o a piedi, spesso lungo le rive del Monticano, sperando così di essere visti dalle forze dell'ordine con maggiore difficoltà. Giorno e notte, per mesi, i carabinieri di Conegliano hanno pedinato i tre spacciatori, intercettando le comunicazioni telefoniche tra loro e i clienti, molti dei quali sono stati poi interrogati. Il sindaco di Conegliano, Fabio Chies, si è complimentato personalmente con gli investigatori, recandosi in mattinata presso il comando della Compagnia.

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«Ancora una volta complimenti agli uomini dell’Arma che con un paziente lavoro di indagine e di appostamenti hanno inferto un colpo letale alla rete dello spaccio tra Conegliano e Belluno, arrestando  tre spacciatori, di cui due immigrati irregolari». Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia manifesta pubblicamente il proprio sostegno e apprezzamento per l’operazione dei Carabinieri che ha stroncato un rilevante traffico e spaccio di droga a Conegliano arrestando tre persone, tutte di nazionalità nigeriana, e segnalando 130 consumatori. «Mi auguro che ora gli ordini di custodia cautelare emessi dalla Procura di Treviso non siano vanificati da esiti processuali indulgenti – prosegue Zaia – perché non va lasciato spazio alcuno a quelli che considero ‘seminatori di morte’: i nostri giovani, le nostre famiglie, tutte le persone per bene non devono finire preda del più losco e squallido dei traffici, che fonda il proprio impero economico sull’asservimento chimico delle vite umane».

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