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Cronaca Resana

Due omosessuali picchiati e rapinati con bastoni dal branco

Il fatto risale a luglio. I due si trovavano in un bar di Resana e sono stati adescati da un minore che li ha convinti ad appartarsi con lui

Adescati in una gelateria, picchiati con dei bastoni e poi rapinati. Sono finiti all’ospedale due 43enni di Resana per una brutale aggressione da parte di sei nordafricani, tra cui due minorenni, lo scorso luglio. Secondo quanto raccontato dalle vittime, che si trovavano al bar intorno all’una di notte, un 17enne marocchino si sarebbe avvicinato ai due, entrambi omosessuali, e li avrebbe convinti a spostarsi in un luogo più appartato. È così che, giunti in una vietta di campagna, dai cespugli sono saltati fuori altri cinque complici armati di bastoni che hanno preso a picchiarli esclamando espressioni quali: “Tu volevi fare sesso con mio fratello, stai zitto tanto io sono minorenne e non mi fanno niente”. Dopo le botte la banda di malviventi ha svuotato le tasche dei malcapitati e si è dileguata, costringendo i due, insanguinati e feriti in tutto il corpo, a raggiungere nuovamente il locale e a chiamare un amico che li ha accompagnati all’ospedale di Montebelluna per le cure del caso. Se la sono cavata con una prognosi di guarigione di due settimane e subito dopo è scattata la denuncia.

GIOVANI BASTONATI E RAPINATI SULLE MURA

Ma non è stato facile rintracciare il branco, formato da cinque marocchini, di cui un 16 enne, un 17enne, un 21enne, due 19enni e un 18enne, tutti residenti tra Resana e Castelfranco Veneto e con diversi precedenti penali alle spalle per furti, rapine e spaccio di droga, che hanno incassato nei giorni scorsi una denuncia per rapina aggravata in concorso. Secondo quanto raccontato da una delle vittime che avrebbe intuito l’inganno, il minore che li ha adescati avrebbe telefonato al fratello pronunciando frasi come: “Sono con me, dobbiamo rapinarli”. Il malcapitato aveva da poco frequentato un corso di lingua araba, ma si è lasciato tranquillizzare dalle risposte del 17enne che affermava di aver riferito tutt’altro. Pochi minuti dopo, l’inferno e le botte, il tutto per due cellulari, le chiavi dell’auto e qualche banconota. 

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