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Caos Pedemontana Veneta, Zaia scrive al premier Enrico Letta

"Se, nonostante i ripetuti solleciti non saranno corrisposte le sonne, i lavori dovranno essere inevitabilmente sospesi", scrive il governatore

"Il commissario delegato della Superstrada Pedemontana Veneta ha recentemente erogato 11 milioni e 616 mila euro per pagare l'ultima fattura emessa dal concessionario che sta realizzando l'opera. Poiché, onorata questa tranche non sono disponibili altri fondi, se, nonostante i ripetuti solleciti delle Regione non si provvederà subito a corrispondere il contributo statale previsto dai Decreti Interministeriali, i lavori dovranno essere inevitabilmente sospesi, "procurando un gravissimo danno all'economia e all'occupazione della regione". E' il succo della lettera che il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha inviato al Presidente del Consiglio, Enrico Letta, invitandolo a onorare gli impegni assunti da Roma per la costruzione del nuovo e fondamentale asse viario, i cui lavori sono iniziati due anni fa, nel novembre del 2011.

Per la realizzazione della Pedemontana, scrive Zaia nella lettera, la quota di contributo pubblico in conto capitale è assicurata dai fondi statali assegnati alla Regione sulle annualità comprese tra il 2002 e il 2016. Ma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha trasferito solo le risorse relative al 2002, 2010, 2011 e 2013, per complessivi 76 milioni e 924 mila euro, con i quali la Regione ha garantito sino a ora la regolarità dei pagamenti al Concessionario, nei tempi contrattualmente previsti. Il problema, sottolinea Zaia, riguarda la mancata reiscrizione a bilancio 2013 delle somme perenti, seppur con nota del 13 giugno scorso, in considerazione dell'avanzamento dei lavori, abbia sollecitato il Ministero a iscrivere i contributi riferiti alle annualità 2003, 2004 e 2005, per circa 61,9 milioni di euro. "Non possiamo assolutamente permettere che i cantieri si fermino - sottolinea Zaia - e mi auguro che il presidente Letta intervenga autorevolmente, insieme ai ministri Saccomanni e Lupi, ai quali ho fatto pervenire copia della missiva, per scongiurare questo pericolo". (ANSA)

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