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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca Mogliano Veneto

Abusi sessuali su due ex dipendenti, respinta l'istanza di incidente probatorio

Il giudice dell'udienza preliminare Marco Biagetti ha sciolto oggi, 31 gennaio, la riserva sulla richiesta presentata dalla difesa di Giancarlo Miotto, 82enne ex petroliere di Mogliano, per l'ascolto e la trascrizione dell'audio di un video registrato da una delle presunte vittime ma che per i legali dell'uomo sarebbero una prova che gli incontri erano consensuali

Non ci sarà l'incidente probatorio chiesto dalla difesa per la trascrizione e l'ascolto del parlato di un video che per la Procura sarebbe la prova degli abusi. Il gup Marco Biagetti ha infatti respinto la richiesta degli avvocati di Giancarlo Miotto (Enrico Ambrosetti e Enrico Toniolo), l'82enne ex petroliere di Mogliano Veneto accusato di violenza sessuale da due ex dipendenti. Biagetti ha sciolto oggi, 31 gennaio, la riserva ritenendo ininfluente l'incidente probatorio; semmai i difensori potranno chiedere che il file venga sentito nel corso del dibattimento qualora Miotto venga rinviato a giudizio. La nuova udienza preliminare dovrebbe svolgersi entro 90 giorni.

Ad accusare l'uomo, un tempo patron della "Miotto Generali Petroli", che passò da fatturare 250 milioni di euro a chiedere il concordato fallimentare, ci sono due colf che prestavano il proprio servizio presso la villa dell'82enne a Mogliano Veneto. Alla Procura di Treviso, più di un anno fa, avevano raccontato di violenze sessuali - alcune documentate con un video del telefonino - che si sarebbero verificate tra il luglio del 2020 e i primi giorni di gennaio 2021. Le donne, una cingalese e una filippina, non si sono però costituite come parte civile: l'ex petroliere ha infatti risarcito entrambe per un totale di 75 mila euro. Una transazione economica che non equivale a una ammissione di colpa ma che consente a Miotto di chiudere la vicenda dal punto di vista civile, sia per quanto riguarda gli ultimi stipendi (quelli che le lavoratrici sostenevano che Miotto non avesse versato) che per il "risarcimento" dei presunti abusi.

Il video sarebbe stato registrato da una delle collaboratrici domestiche che sarebbe stata molestata, secondo le contestazioni della Procura, in almeno dieci occasioni. Ma la registrazione delle conversazioni, per i legali di Miotto, sarebbe invece la prova che i rapporti sono avvenuti nel corso di incontri che sarebbero stati consensuali.

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