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Un mix di sostanze ha causato l'overdose che ha ucciso Chiara Friggeri

Un mix di sostanze ha causato l'overdose che ha ucciso Chiara Friggeri

Diciottenne uccisa da overdose, confermato l'uso di un mix di sostanze

Chiara Friggeri, 18enne di Monfumo morta lo scorso 7 giugno, ha assunto più sostanze, tra cui la cocaina. Ora è caccia a chi le ha venduto gli stupefacenti

Chiara Friggeri, la ragazza 18enne di Monfumo morta il 12 giugno scorso dopo 5 giorni di agonia, era  una "poliassuntrice". Questo dice il referto tossicologico nelle mani del pubblico ministero Giulio Caprarola, che su decesso della ragazza ha aperto un fascicolo in cui si ipotizza la morte in conseguenza di altro reato, per ora a carico di ignoti.

La Friggeri avrebbe infatti assunto cocaina insieme ad un mix di altre sostanze, tra cui delle pasticche di droga sintetiche, ed è questo che ha provocato l'overdose di cui è rimasta vittima. Ora è caccia a chi le ha venduto l'ultima dose, forse più di una persona dal momento che la 18enne, per l'ultimo "sballo", aveva deciso di assumere più di una sostanza. Il pubblico ministero ha dato incarico all'ingegnere Nicola Chemello di analizzare i contenuti del cellulare di Chiara, che è nelle mani degli investigatori. Ma non si tratta di una impresa facile: il dispositivo risulta infatti protetto da password, un codice che gli inquirenti stanno ancora cercando di svelare.

Dentro al telefono, probabilmente nelle chat telefoniche, l'ultimo contattato della giovane con il "suo" spacciatore. O, come pare, con le persone con cui ha trattato l'ultimo mortale acquisto. Per il momento si stanno passando al setaccio i contatti che risultano dai tabulati delle telefonate, alla ricerca di un numero ricorrente contattato, o da cui ha ricevuto chiamate, che possa svelare il nome dei venditori di morte.

La giovane si era sentita male il 7 giugno scorso. Aveva avvertito il malore a casa poche ore dopo essere rientrata dal Piemonte dove, a casa del fidanzato Ivan, aveva trascorso tutta la quarantena. È stato proprio l’uomo, 30enne piemontese, a dare l’allarme quando la giovane poco dopo aver assunto droga, un mix di sostanze che certamente ricomprendeva anche la cocaina, è crollata a terra priva di sensi.  L'amico avrebbe cercato di impedire a Chiara di farlo ma non ci è riuscito. 

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