Cronaca

Prostituzione, linea dura dei sindaci: "No approcci superficiali"

I sindaci di Mogliano, Preganziol e Casier, insieme a rappresentanti delle associazioni, tentano di individuare un modo per contrastarla

MOGLIANO VENETO — Fronte comune contro la prostituzione lungo il Terraglio. Una linea condivisa quella che stanno cercando di individuare gli amministratori di Mogliano Veneto, Preganziol, Casier, e le operatrici della cooperativa Equality e dell’associazione Mimosa per contrastare un fenomeno che raggiunge un’ampia diffusione anche nel territorio trevigiano.

I dati parlano chiaro: in Italia, come ha spiegato Barbara Maculan Presidente dell'Associazione Mimosa, si stimano 9 milioni  di clienti, il che significa che un maschio su tre fra la popolazione sessualmente attiva è cliente. In Veneto le ragazze contattate dall'associazione nel 2013 sono 1519. L'approccio consiste nel contattare le vittime dello sfruttamento con l'obiettivo di farle uscire  dalla rete della prostituzione, anche attraverso le denunce degli sfruttatori, informare e promuovere visite mediche ed esami gratuiti presso l'Ulss 9. Le operatrici lavorano due sere al mese sul Terraglio e parimenti sulla Pontebbana. Nei primi 9 mesi dell'anno hanno contattato 196 prostitute.

Lunedì scorso i rappresentanti di comuni e associazioni si sono incontrati in occasione di un tavolo tecnico. I Comuni di Treviso e Venezia non hanno inviato propri rappresentanti, ma Treviso ha manifestato interesse per questo percorso condiviso. All'incontro ha preso parte anche il parroco di Sanbughè, frazione di Preganziol, che vanta una lunga esperienza da missionario in Ciad. “Ci sono stati approcci del tutto superficiali – sottolinea il sindaco di Mogliano Veneto, Carola Arena – da parte di chi ci ha preceduto, ponendo la questione solo in termini di sicurezza e di decoro urbano. Non vogliamo continuare a spostare il fenomeno da un comune all'altro, è indispensabile dare una risposta in maniera coordinata”.

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