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Rogo al centro antimafia a Santa Maria la Fossa, paura per cinque trevigiani

L'episodio nel casertano. L'assessore Cabino: "Siamo orgogliosi del coraggio dei nostri ragazzi e dei volontari che, anche dopo episodi come questo, scelgono di rinnovare il loro impegno"

TREVISO Durante la notte tra il 23 e 24 agosto un incendio doloso ha gravemente danneggiato l’impianto di irrigazione del campo antimafia di Santa Maria La Fossa, in Campania, dove i partecipanti al campo, i ragazzi della Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari, ai volontari dello SPI Cgil Nazionale, la Flai-Cgil Nazionale, l'Arci nazionale, Nero e Non Solo costruivano un’alternativa alla criminalità organizzata rivalutandone gli spazi con il lavoro e l’aggregazione

Rita Turati, Segretario Generale dello SPI del Veneto, dichiara: “Di fronte alla natura palesemente intimidatoria dell’incendio abbiamo la reazione completamente opposta di coloro che stanno costruendo questo campo: è emersa subito, molto forte, la volontà di non abbandonare il progetto, di restare e continuare a costruire l’illegalità. Il coraggio di questa scelta non può tuttavia non essere accompagnato da una maggiore chiarezza sugli eventi di quella notte e, allo stesso tempo, dall’accelerazione sull’approvazione di quelle leggi che tutelano i campi antimafia.”

Anna Caterina Cabino, assessore del Comune di Treviso, continua: “L’amministrazione di Treviso esprime al campo antimafia di Santa Maria La Fossa tutta la sua solidarietà. Siamo orgogliosi del coraggio dei nostri ragazzi e dei volontari che, anche dopo episodi come questo, scelgono di rinnovare il loro impegno: solo le nuove generazioni, del resto, possono rappresentare una vera via di uscita dalle sacche di illegalità.”

Conclude infine Rachele Scarpa, Rete degli Studenti Medi del Veneto: “I ragazzi del campo, studenti medi e universitari stanno collaborando con le forze dell’ordine per far luce su quanto accaduto. Anche adesso, nel frattempo, continuano a lavorare per ridare nuova vita a quelle terre. Questo genere di episodi, più che intimorirci, ci danno nuovo slancio nella lotta all’illegalità sia nei luoghi dove essa si palesa più esplicitamente sia in Veneto, nelle nostre città.”

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