Emergenza profughi a Quinto: confermato entro 24 ore lo sgombero. Scontri in Prefettura

A dare la notizia venerdì mattina ai residenti di via Legnago direttamente il sindaco di Quinto di Treviso Mauro dal Zilio. In Piazza dei Signori tafferugli tra polizia e Ztl

Alcuni dei tanti striscioni in via Legnago

QUINTO DI TREVISO Sgombero dei profughi entro un massimo di 24 ore e successivo loro trasporto alla caserma Serena tra Treviso e Dosson di Casier. Questa la notizia presentata venerdì mattina verso le 10 dal sindaco Mauro dal Zilio, in presenza anche del consigliere regionale Federico Caner della Lega Nord, e che tutti i residenti di via Legnago a Quinto aspettavano ormai da giorni, tanto che il primo cittadino è stato subito applaudito dai presenti. La situazione sembra quindi essersi risolta dopo ore di presidi esterni alle palazzine e diversi scontri, anche molto animati, tra forze politiche. Fondamentale la decisione del Prefetto Marrosu di Treviso.

Durante la notte tra giovedì e venerdì infatti, l'avvocatessa  e consigliera comunale del PD Maria Tocchetto è stata a più riprese insultata e sbeffeggiata dai militanti di Forza Nuova Treviso che hanno ripreso la donna per il mancato coinvolgimento (nella situazione specifica dei migranti, n.d.r.) dei centri sociali, i quali da sempre hanno un filo diretto con i partiti della sinistra trevigiana. Proprio per questo motivo verso le 11 di venerdì i centri sociali, con in testa il Collettivo Ztl, hanno occupato l'ingresso della Prefettura in Piazza dei Signori a Treviso realizzando un improvvisato sit-in per chiedere le dimissioni immediate del Prefetto Marrosu; La situazione si fa quindi ancora di più delicata e le forze dell'ordine sono ovviamente sul posto per cercare di scongiurare contatti tra i rappresentanti della "sinistra" locale con i movomenti della destra trevigiana.  

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AGGIORNAMENTO: in centro città polizia e centri sociali si sono scontrati violentemente verso le 11.30 Diversi i ragazzi arrestati. LEGGI E GUARDA IL VIDEO

ORE 13 La Prefettura di Treviso ha comunicato ai sindaci di Treviso e di Casier che i profughi ospitati nella palazzina di Quinto di Treviso saranno trasferiti alla Caserma Serena di via Zermanese. La caserma è un bene di proprietà del Ministero della Difesa, sul quale i due comuni territorialmente interessati non hanno alcuna competenza. "Il Prefetto di Treviso ha creato il problema e invece di risolverlo continua ad esacerbarlo, prendendosela con la gente, minacciando denunce. In questi giorni sta emergendo con forza una verità schiacciante: i sindaci della Marca sono al fronte, lasciati soli dal Ministro dell’Interno Alfano e dal Prefetto - sua emanazione sul territorio - a gestire l’emergenza". Così il sindaco di Treviso Giovanni Manildo in merito alla vicenda legata all'emergenza migranti. "Davanti a questa situazione esplosiva continuiamo a denunciare, inascoltati, un problema che non dobbiamo gestire noi. Non c’è destra o sinistra, non c’è Lega o Pd, non ci sono schieramenti: qui si tratta solo di dare risposte che non dovrebbero venire da noi. Ma tant’è: non è possibile replicare le scene a cui abbiamo assistito a Quinto di Treviso. Qualcuno ha parlato di razzismo, ma non c’entra nulla: ci sono solo dei cittadini allo stremo. Qui si parla di persone, di vite e di una questione della quale il Ministro Alfano si sarebbe dovuto occupare da tempo. Sono stanco di sentire che i veneti sono razzisti: secono la Caritas la provincia di Treviso è uno dei territori dove l'intergrazione è tra le più alte. Anche per questo chiediamo che, rispondendo alla lettera dell’On Casellato, Alfano venga in Veneto, in provincia di Treviso al più presto. Non può un Ministro lasciare inascoltata la voce di questo territorio".

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IL SOPRALLUOGO ALLA CASERMA Giovanni Manildo e Miriam Giuriati, sindaci di Treviso e di Casier si sono recati venerdì mattina alla caserma Serena, dove sono stati trasferiti i migranti, per assistere di persona al traferimento e per incontrare i residenti.  Le operazioni si sono svolte con serenità e i migranti sono stati accolti dalla cooperativa incaricata del servizio. I due sindaci hanno avuto rassicurazioni sulle misure di accoglienza e di sicurezza attivate, sulla presenza dell'esercito e delle forze dell'ordine a presidio della caserma. I due primi cittadini hanno inoltre incontrato acluni abitanti delle case limitrofe e comunicato direttamente ai cittadini che gli spazi saranno ben delimitati. Entrambi hanno chiesto alla comunità di mantenere un comportamento civile e all'altezza dei valori che da sempre la contraddistinguono. 
 

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