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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Scuole, basta insegnanti durante la pausa mensa alle primarie

Con i tagli imposti dalla riforma dell'istruzione, dall'anno scolastico 2013/2014 non ci saranno più insegnanti disponibili nelle ore mensa negli istituti primari della provincia di Treviso

Il 22 gennaio si sono aperte le iscrizioni online alle prime classi delle scuole elementari di Treviso per l’anno scolastico 2013/2014.

Ma vi siete chiesti chi baderà ai vostri bimbi durante la pausa mensa?

RIFORMA - Il prossimo anno scolastico, con l’entrata in vigore dell’ultima riforma dell’istruzione (la famigerata “Riforma Gelmini”) e dei suoi tagli lineari, le scuole primarie con orario da 27 ore non avranno organico sufficiente per coprire la presenza degli insegnati durante l’ora del pasto nei giorni di rientro pomeridiano. E questo servizio, che costituisce  un vero e proprio momento di educazione alimentare e sociale, dovrà essere gestito in qualche altro modo.

Le ipotesi in merito sono varie. Gli istituti potrebbero appoggiarsi a un servizio di vigilanza esterno a pagamento ma si prospetta anche il rischio di una concentrazione di ore di lezione frontale solo alla mattina.

In occasione della presentazione dei POF, denuncia il Coordinamento Comitati Genitori Treviso, non tutti gli istituti trevigiani hanno illustrato ai genitori questa eventualità, ma il problema dovrà essere affrontato prima del prossimo settembre, e non solo nella Marca.

TAGLI - Insieme alle ore di compresenza, al “modulo orario” e a 30 ore di insegnamento, già tagliati negli anni precedenti, a partire dall’anno scolastico 2013/2014 spariranno altre ore d’insegnamento. I conteggi del Ministero dell’Istruzione si baseranno su 27 ore di lezione frontale, ovvero solo curricolare, eccezion fatta per le classi a tempo pieno alle quali saranno garantite le 40 ore.

E a farne le spese sarà il servizio mensa.

IL COORDINAMENTO - “Noi del Coordinamento dei Comitati dei Genitori – scrive il gruppo in una nota – crediamo nell’importanza della scuola pubblica come bene comune e miglior esempio di integrazione e di eguaglianza tra i cittadini per una società aperta al merito e alle opportunità per tutti”.

“Pensiamo – continua il CCG – che quanto accaduto in questi ultimi anni sia frutto d’insipienza, di miopia, di un progetto meramente contabile e con poco respiro, di chi non sa riconoscere la ricchezza dei giovani e la necessità di costruire il loro ed il nostro futuro”.

“Pensiamo che si possano affrontare i problemi solo attraverso il confronto responsabile tra le componenti della scuola: le famiglie, i docenti e con il contributo importante anche degli studenti su progetti comuni, condivisione su proposte reali e fattibili per proiettare  l’esperienza formativa verso i più alti risultati”.

“Crediamo nella necessità di eccellenza nel percorso formativo-pedagogico che si può conseguire per ogni giovane, in rapporto alle sue aspirazioni, alle sue tendenze e alle sue capacità, partendo dalla certezza che ogni persona, fin dall’infanzia – conclude - è una risorsa unica e preziosa per la comunità”.

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