Crac del Consorzio Imprese Edili Riunite di Trevignano, attesa per la sentenza

Il pm De Bortoli ha chiesto 9 anni di reclusione per Antonio Fiano, ritenuto l'amministratore di fatto, 4 anni per l'amministratore legale Luigi Borella e 1 anno 6 mesi per l'altro amministratore Matteo Pisano

Un'aula di tribunale

Giungerà nelle prossime ore la sentenza del processo per la bancarotta del Consorzio Imprese Edili Riunite di Trevignano scarl, dichiarato fallito nel gennaio del 2013. Il pubblico ministero Massimo De Bortoli aveva già presentato la lista delle richieste di condanna: 9 anni di reclusione per Antonio Fiano, ritenuto l'amministratore di fatto; 4 anni per l'amministratore legale Luigi Borella e 1 anno 6 mesi per l'altro amministratore Matteo Pisano. Chiesta invece l'assoluzione per il quarto imputato, Aicha Maidan, anche lei ex amministratrice della scarl.

Secondo l'accusa si tratta di un giro di truffe da centinaia di migliaia di euro ai danni di aziende sparse un po' per tutto il paese, poi una "colossale" bancarotta fraudolenta a colpi di patrimonio societario fatto sparire prima del fallimento e la distruzione o quantomeno il trafugamento delle scritture contabili, in maniera tale da rendere proibitivo se non proprio impossibile risalire alla movimentazione finanziaria.

La storia del crac del consorzio Cier si incrocia con le altre vicende giudiziarie di Fiano, originario di Caserta ma residente a Trevignano, considerato "vicino" alla camorra dei Casalesi e che in passato era stato sottoposto a una misura di protezione dalla Prefettura di Treviso proprio per i suoi trascorsi in affari con affiliati al clan. Un milione di euro il "bottino" delle truffe e della bancarotta.

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