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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Finte vaccinazioni, l'infermiera rischia la radiazione

Il prossimo 15 settembre Elena Venzo, la 48enne infermiera finita sotto inchiesta per aver solo simulato le iniezioni al Vax Point dell'ex Maber a Castrette di Villorba, si presenterà di fronte al Consiglio di Disciplina dell'Ordine degli Infermieri di Treviso. La presidente Marta Grossi: «Con tutta probabilità sarà sospesa dalla professione in via cautelare». Ma la donna potrebbe perdere il lavoro

Il prossimo 15 settembre Elena Venzo, la 48enne infermiera finita sotto inchiesta per aver finto la vaccinazione al Vax Point dell'ex Maber a Castrette di Villorba, si presenterà di fronte al Consiglio di Disciplina dell'Ordine degli Infermieri di Treviso per essere ascoltata in merito all'indagine della Procura di Treviso, che ha iscritto il suo nome in un fascicolo in cui si ipotizzano i reati di omissione in atti d'ufficio e falso ideologico.  «Con tutta probabilità - spiega la presidente dell'Ordine Marta Grossi - la Venzo sarà sospesa dalla professione in via cautelare. I provvedimenti successivi dipenderanno dall'esito dell'inchiesta, è chiaro che l'infermiera rischia la radiazione dall'ordine professionale».

Elena Venzo è finita nei guai dopo mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali in cui gli investigatori avrebbero tra l'altro raccolto le prove di una decina di episodi in cui, ad amici e conoscenti, avrebbe solo finto di effettuare la vaccinazione contro il Covid 19 necessaria al rilascio del Green Pass. L'ultimo il 2 settembre scorso, quando ad una vecchia amica, che sarebbe stata terrorizzata dall'inizione a causa di una reazione avversa particolarente grave avuta dalla figlia e legata ad un vaccino pediatrico, la donna avrebbe inoculato solo metà della dose. Ma è stata scoperta nel corso di un vero e proprio blitz della Polizia, che l'ha praticamente colta sul fatto. Negli altri casi pare che la Venzo effettuasse la puntura ma svuotasse il contenuto della fiala in batuffoli di cotone.

Le indagini si sono però allargate. Nel mirino ci sono ora non solo i "beneficiari" delle finte profilassi ma anche chi, tra i sanitari, potrebbe aver dato "copertura"  all'infermiera. L'inchiesta inoltre tende a verificare se vi siano state altre situazioni similari negli hub vaccinali della provincia.

Secondo l'Ordine degli Infermieri su 5 mila operatori sanitari iscritti sarebbero infatti circa 500 i lavoratori che sono da considerare "no Vax" o che avrebbero una posizione personale molto critica nei confronti del vaccino. In quell'insieme, forse, Elena Venzo avrebbe trovato quelle complicità che cercava.  

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