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Cronaca Sant'Ambrogio di Fiera / Via Postumia, 39

Raid incendiario in carrozzeria, arrestati piromane e mandante

L'episodio nella notte dello scorso 10 giugno alla "Roggia" di via Postumia, a Fiera: le fiamme provocarono danni per 600mila euro. In carcere Bruno Tommasini, 72enne veneziano, ex della "Mala" e Jonathan Causin, 38enne di Quarto d'Altino, l'esecutore materiale

Nella notte dello scorso 10 giugno la carrozzeria "Roggia" di via Postumia, nel quartiere di Fiera a Treviso, suì ingentissimi danni, quantificati in oltre 600mila euro, a causa di un incendio, dalla chiara mano dolosa. A distanza di poco più di cinque mesi gli investigatori della squadra mobile di Treviso sono riusciti a dare un nome ed un volto all'esecutore materiale e a colui che aveva commissionato l'incendio. Entrambi sono accusati di incendio doloso e danneggiamento e si trovano ora in carcere su ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Angelo Mascolo su richiesta del pubblico ministero Anna Andreatta. Il "mandante" è Bruno Tommasini, 72 anni, veneziano, una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine per aver fatto parte della "Mala del Brenta". L'esecutore è invece un 38enne di Quarto d'Altino, Jonathan Causin, con vari precedenti alle spalle e già rinchiuso, dal settembre scorso (era stato arrestato per furto dai carabinieri), nel carcere di santa Maria Maggiore a Venezia.

Ad incastrare il piromane sono stati i video delle telecamere di sorveglianza (si scorgeva l'auto del malvivente in fuga) e il segnale del telefono cellulare da lui utilizzato quella notte e intestato ad un prestanome: gli investigatori sono riusciti a tracciare i movimenti del 38enne: dopo aver appiccato il rogo che ha devastato la carrozzeria "Roggia", Causin ha raggiunto il parcheggio del pub "Colonial Inn" di Silea, abbandonando qui gli abiti utilizzati per il colpo oltre a inneschi (dei rotoli di carta da cucina) una tanica e alcool (foto in basso). Analizzando il traffico dello smartphone del piromane, gli investigatori sono riusciti ad identificare l'uomo che gli aveva commissionato il "lavoro", ad un prezzo, pare, di circa 3mila euro. Secondo gli investigatori l'indagine non è però conclusa: ci sarebbe, secondo il dirigente della squadra mobile di Treviso, Claudio Di Paola, un "livello superiore" a quello dello stesso mandante. Sia Causin che Tommasini non hanno finora voluto spiegare i motivi che hanno portato ad architettare l'incendio. Per questo motivo sono già state eseguite dagli investigatori alcune perquisizioni domiciliari.

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