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Un 58enne di Treviso è indagato per violenza sessuale sulla figlia minorenne

Un 58enne di Treviso è indagato per violenza sessuale sulla figlia minorenne

Violenza e maltrattamenti sulla figlia, nei guai un 58enne

L'uomo, residente a Treviso, è accusato di toccamenti, allusioni sessuali, ceffoni e punizioni sulla figlia oggi 17enne. Il Gup si è riservato su un eventuale rinvio a giudizio

Struscianti, toccamenti, allusioni sessuali spinte. Ma anche ceffoni, punizioni ingiustificate. Di questo è accusato un 58enne di Treviso, comparso stamattina di fonte al gup Marco Biagetti per l'udienza preliminare del procedimento che lo vede accusato di violenza sessuale su minore e maltrattamenti. Il gup si è riservato la decisione sul suo eventuale rinvio a giudizio.

La storia si svolge a Treviso e la denuncia, presentata dalla madre della ragazza (difesa dall'avvocato Marta Camarotto, mentre l'uomo è difeso dall'avvocato Michela Nasato) intorno alla fine del 2019. Protagonista una ragazzina, oggi 17enne, che accusa il padre di averla violentata e di averla maltrattata per motivi risibili. Ma la giovane, dopo l'incidente probatorio, ha ritrattato tutto, tanto che il pubblico ministero Daniela Brunetti ha disposto che venga eseguita una perizia psichiatrica. Quello che emerge è che la 17enne, che pare frequentare delle brutte compagnia, è «in grado di affermare una cosa e il suo esatto contrario senza rendersi conto degli effetti delle sue dichiarazioni». Questa è anche la tesi della difesa, che punta al proscioglimento dell'uomo.

Il matrimonio da cui è nata la ragazza è finito da tempo e lei, originariamente affidata alla madre, è stata successivamente rimbalzata di istituto in istituto fin dalla tenera età. Poi la richiesta di affidamento al padre, che va a buon termine. Le cose sembrano essersi normalizzate per lei fino a quando alla madre, con cui ha comunque un rapporto molto conflittuale, fa le confidenze sulle presunte attenzioni di natura sessuale che le rivolge il padre. Oltre a lamentare, dice, dei maltrattamenti. Ma successivamente all'incidente probatorio, in cui conferma tutte le accuse, arriva la ritrattazione. «Non è vero che mio padre ha fatto quelle cose, è mia madre che mi ha spinto a dirlo». 

«Il mio assistito - spiega l'avvocato Nasato - respinge tutte le accuse. La ragazza ha un profilo psicologico segnato dalle difficoltà che ha incontrato fin dalla tenera età, da qui si spiegherebbe la contraddittorietà delle sue dichiarazioni, oltre al fatto di frequentare e aver frequentato delle compagnie che possono aver avuto una grave influenza su di lei».

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