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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Finge rapimento in Africa, 32enne finisce a processo

Khoudia Sow, una donna senegalese, è imputata per truffa ai danni di un 74enne ufficiale in pensione dell'esercito. Nel 2015 lo aveva convinto di essere stata presa a Tenerife da pirati che volevano 50 mila euro di riscatto, ma il telefono dal quale era partita la telefonata venne localizzato a Vedelago

Cinquanta mila euro come riscatto chiesto da pirati "africani", che l'avrebbero rapita a Tenerife, da versare però mediante bonifico nella sua carta di credito. Ma l'amico cui aveva chiesto aiuto, spaventatosi, è corso ai carabinieri per fare la denuncia. E' così che si è scoperto che lei non si trovava affatto a Tenerife; piuttosto la chiamata era stata fatta da Vedelago, comune nel quale si trovava la cella telefonica che aveva agganciato il cellulare. E' così che Khoudia Sow, una donna senegalese di 32 anni ma che la tempo dei fatti, accaduti nel 2015, di primavere ne aveva compiute 26, è passata dalle "mani" dei fuorilegge del mare  a quelle della giustizia italiana, che a Treviso l'ha messa sotto processo  del reato di truffa.

La vittima è un anziano 74enne, ex ufficiale dell'esercito in pensione residente in provincia di Padova, che, oltre a questo episodio, sarebbe stato vittima di almeno un' altra truffa, consistita questa volta nell'avere effettivamente dato alla donna 30 mila euro che sarebbero dovuti servire per l'acquisizione del visto d'ingresso negli Stati Uniti dove la Sow avrebbe dovuto risolvere dei problemi di salute suoi e di alcuni suoi parenti.

Tra i due era scoccata la scintilla già nel 2010 quando si incontrano su una chat riservata agli adulti. Lei, bella con lunghi capelli neri e un fisico mozzafiato, "ruba" subito il cuore a lui. «Quando ci vedevamo a casa mia - ha spiegato oggi in aula il 74enne - succedeva che finissimo a letto per rapporti intimi. Poi nel temo la relazione era diventata quasi paterno, ma comunque succedeva che facessimo sesso".

Secondo la vittima sarebbero state numerose le occasioni in cui la donna avrebbe chiesto delle somme di denaro, giustificandole con prorie necessità. Fino a quando, il 30 luglio del 2015, arriva la richiesta dei 30 mila euro, che però la donna si sarebbe impegnata a restituire. La Sow consegna infatti al 74enne un assegno in garanzia, ma si sarebbe trattato di un titolo scoperto. A  novembre dello stesso anno, la senegalese tenta il colpo grosso. «Ti prego, sono stata rapita da pirati africani qui a Tenerife, vogliono 50 mila euro per lasciarmi andare. Se non effettui il bonifico mi uccideranno» sarebbe stato il tono di una frenetica telefonata, in cui la 32enne chiede che la somma le venga accreditata sulla sua carta di credito.

L'uomo corre però dai Carabinieri a segnalare l'accaduto. I militari dell'arma fanno delle verifiche e, con sorpresa dell'anziano, si scopre che la Sow, quando ha effettuato la chiamata, si trovava non in Africa ma nel comune di Vedelago. La difesa, affidata all'avvocato Luca Dorella, punta a dimostrare che l'episodio del finto rapimento sia in realtà soltanto un tentativo di truffa e che invece quello relativo ai soldi dati per il "visto" negli Stati Uniti e garantito da un assegno scoperto risulti in realtà in una mera questione civilistica. Il processo è stato aggiornata al 10 marzo del 2022 per la sentenza.  

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