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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca Villorba

Morto a 17 anni travolto da un treno, la madre pubblica le foto del cadavere

A sette anni dalla tragedia di cui rimase vittima Marco Cestaro, avvenuta il 13 gennaio del 2017 alla stazione di Lancenigo, Anna Catterin mette su Facebook le immagini del cadavere del figlio sul tavolo dell'obitorio. «Mi scuso con chi guarderà questo contenuto - ha scritto la donna - ma penso che sia doveroso ribadire ancora che è stato brutalmente ucciso»

«È stato deciso di chiudere il caso di Marco come suicidio...mi scuso con chi guarderà queste foto ma penso che sia doveroso ribadire ancora che è stato brutalmente ucciso, lui voleva vivere e aveva appena detto che non si sarebbe mai tolto la vita perché si era reso conto di quanta sofferenza aveva causato la morte del padre». Si apre con queste parole un post sui social network della madre di Marco Cestaro, il giovane che a 17 anni, il 13 gennaio 2017 fu trovato agonizzante accanto ai binari ferroviari a Lancenigo. Morì dopo tre giorni di battaglia tra la vita e la morte in ospedale a Treviso. Su Facebook Anna Catterin ha scelto il modo più forte per ricordare quello che, a sette anni dalla tragedia, che per lei rimane a tutti gli effetti un omicidio: il post è accompagnato dalle foto del figlio morto sul tavolo dell'obitorio. Immagine crude, un vero pugno sullo stomaco che la mamma di Marco tira contro quella che lei definisce la "in-giustizia italiana".

«Secondo il medico legale e quindi per la Procura - afferma nel suo sfogo - Marco sarebbe stato travolto da un treno che viaggiava a 137 chilometri all'ora o si sarebbe lanciato contro di esso cadendo rovinosamente a tre metri dal binario sbattendo la testa, provocandosi un profondo taglio al collo (da lama hanno detto in ospedale...il taglio verticale l'hanno eseguito i medici per ricucire in profondità...) si sarebbe rotto le dita, pestato le unghie, tagliato a pezzi le gambe, tagliuzzato i piedi ...aveva la parte sinistra del viso appoggiata su sassolini, ovviamente dall'impatto con il treno è stato violentemente sbattuto a terra ma il viso è intatti senza escoriazioni! Era dissanguato ma sul posto non c'era sangue...evaporato con temperatura sui zero gradi, con neve e ghiaccio? Bruciatura sul petto, braccio e quella a forma di onda che ha sulla spalla destra... Sarà stato il treno...quattro perizie fatte da professionisti scartate perché dimostrano la verità che voi nascondete fin dall'inizio. Vergogna!! Risponderete un giorno davanti a Dio ma anche davanti a Marco».

Il pubblico ministero Anna Andreatta il 5 dicembre del 2019 concluse che quello di Cestaro fu un suicidio (il padre si uccise allo stesso modo lungo la stessa tratta) e il caso venne archiviato. Il ragazzo avrebbe compiuto il gesto estremo e tragico buttandosi sotto un treno di passaggio alla stazione di Lancenigo. Marco venne trovato in fin di vita nel tardo pomeriggio lungo i binari della tratta Treviso-Udine; secondo le ricostruzioni il macchinista di un treno passato alle 18.05 avrebbe sentito un colpo ma non fermò il convoglio per accertarsi se avesse investito qualcuno. Sarà la capotreno di un secondo convoglio in transito una ventina di minuti più tardi a individuare il corpo e a dare l'allarme alla Polizia Ferroviaria, che arriva sul posto alle 18,30. La donna fu peraltro l'unica a dover rispondere in tribunale: accusata di omesso soccorso per avvisato la Polfer e la stazione d'arrivo in ritardo a gennaio di quest'anno ha deciso di risarcire la famiglia del 17enne, chiedendo la messa alla prova che porterà all’estinzione del reato.

Per oltre due anni la Procura di Treviso ha esplorato tutte le possibilità arrivando però alla conclusione che, come ha spiegato il pubblico ministero Andreatta, "non ci sono gli elementi sufficienti per considerare una eventuale azione da parte di terzi». Cosa chiuso. Ma non per la mamma di Marco.

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