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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Cronaca Vittorio Veneto

Inveisce contro un gruppo di cicloamatori e ne "stende" uno, 66enne finisce davanti al giudice

L'episodio era avvenuto il 23 settembre del 2018. L'anziano, alla guida di un furgone, si sarebbe innervosito e poi avrebbe sarebbe sceso dal mezzo, brandendo anche un coltello a serramanico con un lama lunga 13 centimetri e aggredendo uno dei ciclisti

Un giro in bicicletta che si è trasformato in un incubo: la scampagnata domenicale si è infatti conclusa all'ospedale di Vittorio Veneto con uno dei ciclisti ricoverato per le lesioni che gli erano state procurate da un automobilista della zona, innervositosi perché non era riuscito a superarli. Oggi, 8 luglio, il gruppo di amanti delle due ruote è sfilato in Tribunale per deporre nel corso del processo a C.E., 66enne di Vittorio Veneto (difeso dall'avvocato Roberto Uliana), accusato di lesioni personali, minaccia e porto abusivo di armi.

Era il 23 settembre di quattro anni fa quando, intorno alle 11 del mattino lungo via Roma, C.E. si è ritrovato di fronte il gruppetto di ciclisti mentre era intento a guidare il suo furgone. L'uomo, che non sarebbe riuscito subito a superare il gruppo di quattro amici, avrebbe iniziato a inveire contro di loro e a suonare violentemente in clacson, senza però ottenere alcun risultato. Anzi i ciciclisti avrebbero iniziato a rispondere a tono alle nemmeno tanto velate minacce dell'uomo. 

A quel punto è nato un acceso diverbio: raggiunto un semaforo il 62enne avrebbe bloccato la strada con il proprio mezzo e cercato il confronto diretto. Nella confusione C.E. avrebbe tirato fuori anche un coltello a serramanico, con la lama lunga 13 centimetri; brandita l'arma avrebbe iniziato ad aggredire il gruppetto, scaraventando a terra uno dei cicloamatori. L'impatto col suolo è stato però talmente violento da procurargli delle ferite, tanto che è stato necessario l'intervento del Suem 118 che lo ha poi portato in ospedale per accertamenti, disponendone la dimissione con una prognosi di 30 giorni.

C.E., che soffirebbe di disturbi psichici tanto da essere in cura presso il Centro di Salute Mentale di Conegliano, avrebbe a sua volta subito alcuni colpi al corpo e avrebbe chiamato i carabinieri per dirimere la questione. Il processo di fronte al giudice Francesco Sartorio è stato rinviato al gennaio del 2023 per la sentenza.  

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