rotate-mobile
Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca Vittorio Veneto

Tenta una rapina con una pistola soft air, 37enne condannato

L'uomo, in cura per problemi mentali, è stato giudicato da una perizia capace di intendere e volere al momento della commissione del fatto, avvenuto all'interno dell'hote Calvi di Vittorio veneto. Si era fatto consegnare il denaro da due clienti ma, dopo la fuga, era stato bloccato dal proprietario della struttura

Armato di una pistola soft air era entrato all'interno dell'hotel Calvi di Vittorio Veneto dove aveva cercato di mettere a segno una rapina. L'uomo, un 37enne vittoriese, disoccupato senza nessun precedente alle spalle, completamente sconosciuto dalle forze dell'ordine ma con qualche problema di tossicodipendenza, è stato condannato oggi, martedì 15 febbraio,  a 1 anno e 1 mese di reclusione. La sentenza ( con la sospensione condizionale della pena) è arrivata dopo che il consulente psichiatrico della Procura Tullio Franceschini ha presentato gli esiti di una perizia da cui risulta che l'imputato (difeso dall'avvocato Chiara Mazzoccato) era perfettamente capace al momento di compiere il reato.

La tentata rapina era avvenuta il 20 aprile del 2021. Intorno alle 21 il 37enne era entrato all’interno della reception dell’albergo travisato con mascherina e felpa con cappuccio. Quindi aveva estratto la pistola finta minacciando due clienti presenti in quel momento e facendosi consegnare il denaro in loro possesso (rispettivamente 110 euro e 50 euro). Una volta presi i soldi il rapinatore ha abbandonato la struttura, dandosi alla fuga. Ad inseguirlo è stato il titolare dell'albergo che lo ha poi bloccato e consegnato ai carabinieri. I soldi sono stati recuperati e restituiti alle vittime, due uomini d'affari di circa 50 anni provenienti dalla provincia di Torino.

L'uomo, che risiede con la madre ed è in cura presso il Centro di Salute Mentale di Conegliano perchè affetto da gravi disturbi, risulta essere anche una delle vittime, nel 2010 (quando era ancora minorenne), delle violenze sessuali che sarebbero state commesse da don Federico De Bianchi, al tempo dei fatti parroco di Fadalto, Val Lapisina e Santa Giustina e incaricato come cappellano presso il reparto di psichiatria dell'ospedale di Vittorio Veneto, attualmente a processo a Treviso. 
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tenta una rapina con una pistola soft air, 37enne condannato

TrevisoToday è in caricamento