Bernini (FP CGIL): «Chiudere subito tutti gli sportelli delle amministrazioni locali»

Il segretario generale FP CGIL di Treviso lancia un appello: «Chiudete i servizi non indispensabili e attivate il lavoro agile per i dipendenti»

Mascherine. Foto ANSA/EPA/CHRISTIAN BRUNA

«In molti stanno lavorando per contenere il più possibile l’epidemia da Covid-19 e per evitare di raggiungere i livelli emergenziali di Lombardia ed Emilia, ma forse ancora troppi non hanno ancora inteso a cosa potenzialmente siamo di fronte - esordisce Ivan Bernini, segretario generale FP CGIL di Treviso, in merito alla difficile situazione sanitaria che anche il Veneto sta affrontando per contrastare il Coronavirus, lanciando un appello alle Amministrazioni locali - Chiudete i servizi non indispensabili e attivate il lavoro agile per i dipendenti».

«Nelle relazioni quotidiane con l'Ulss ci si confronta non solo per fare il punto sulla complessa situazione, ma anche per scambiarsi reciprocamente suggerimenti e proposte. Siamo di fronte a una cosa “più grande di noi”, mai vissuta negli anni di pace, che richiede risorse, comportamenti e idee straordinarie. Da un mese a questa parte le strutture dell’Ulss sono sottoposte a sollecitazioni enormi. A partire dai lavoratori direttamente coinvolti nella gestione dell’emergenza, che vivono condizioni estreme, non solo per l’enorme carico di lavoro ma perché, con tutta la buona volontà che ognuno sta mettendo, si sta affrontando momento dopo momento con quello che si ha a disposizione e con quello che in maniera contingentata sta arrivando alle Ulss. E che con la logica che guida queste situazioni si consegna dov’è prioritaria. Non è più un mistero per nessuno – prosegue Ivan Bernini – purtroppo, che nel nostro Paese sono poche le aziende che producono attrezzature e materiale sanitario necessario ad affrontare l’attuale fase. Dai Dispositivi di protezione che abbiano le caratteristiche indicate dall’OMS fino ai ventilatori meccanici necessarie nelle terapie intensive. In tutto il mondo ognuno tende a mantenere quello che produce in casa propria. E sappiamo che riconvertire aziende nella produzione di apparecchiature e dispositivi dall’oggi al domani non è così facile da praticare: servono specifici materiali, macchinari e lavoratori specializzati».

«Le idee straordinarie di questi giorni hanno prodotto riconversione di alcuni ospedali in Covid-dedicate, anche e soprattutto per “alleggerire” quelle strutture che comunque devono garantire prestazioni urgenti e indifferibili e per renderle “pulite dal Covid” – continua Bernini – Se basterà o se sarà necessario aprirne altre lo vedremo in relazione all’evoluzione del virus. Non escludiamo che già nelle prossime ore dovremo immaginarlo anche per le strutture residenziali per anziani, utilizzando medesima strategia per concentrare ospiti positivi».

“Ecco perché, nel rispetto di tutti e senza prevaricare alcun ruolo, lanciamo un ulteriore appello ai sindaci – chiude Bernini – proprio perché siamo in emergenza, sono altre le precauzioni straordinarie da prendere, come già chiesto da Anci e Upi: bisogna chiudere il più possibile sportelli e servizi delle Amministrazioni Locali, non è possibile che alcuni enti non abbiano ancora avviato il lavoro agile. Bisogna chiudere tutto quello che non è essenziale. Chiudere attività che non siano indispensabili e necessarie alla sussistenza di beni primari per la vita dei cittadini.  Questo non soltanto per preservare tutti dal virus, ma anche a supportare chi gestisce l'emergenza, a non stressare ulteriormente le strutture sanitarie. Non ci troviamo nel bel mezzo di un reality, quello che sta accadendo è reale e drammatico.  Fermiamoci tutti per dare una mano a chi non può fermarsi”.
 

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