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Domenica, 14 Aprile 2024
Economia Portobuffolè

Piave Servizi, nel 2020 quasi 25 milioni di euro generati in Veneto: il 67% rimane a Treviso e Venezia

Presentato il Bilancio di sostenibilità 2020. Il presidente Alessandro Bonet: “Nell’anno della pandemia il valore generato e condiviso ha registrato una crescita dell’8%”

Quasi 18 milioni d’investimenti sul territorio nell’ultimo anno e un patrimonio economico generato e condiviso nel Veneto che sfiora i 25 milioni di euro. Questi alcuni dei numeri contenuti all’interno del Bilancio di sostenibilità 2020 di Piave Servizi, un documento che premia l’impegno dell’azienda - affidataria “in house” della gestione del Servizio Idrico Integrato del Consiglio di Bacino Veneto Orientale - nel perseguimento degli obiettivi promossi dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Venerdì scorso, 12 novembre, la governance dell’azienda ha svelato i risultati del report ai principali stakeholder, sindaci e rappresentanti dei Comuni soci. Sede dell’evento, il municipio di Portobuffolè, borgo che con poco più di 700 abitanti si guadagna il titolo di Comune più piccolo servito dal gestore. Una scelta non casuale, questa, come ha spiegato il presidente di Piave Servizi, Alessandro Bonet.

“All’interno delle nostre strategie societarie contano i bisogni dei nostri utenti, non il numero degli abitanti. Non lo diciamo noi: lo chiedono i sindaci del territorio – ha spiegato Bonet - Mi preme sottolineare un numero: l’80% del valore generato dalla nostra società ricade all’interno del Veneto. Questo significa che rappresentiamo anche un volano per l’economia. Nel 2020, annus horribilis a causa della pandemia, questo valore ha raggiunto i 24 milioni 470 mila 788 euro, registrando una crescita dell’8% circa. Il 67% della stessa somma, inoltre, è rimasto nelle provincie di Treviso e Venezia. Sempre lo scorso anno abbiamo realizzato investimenti nei Comuni soci per 17 milioni 649 mila 490 euro. Parliamo di numeri importanti, che possono rendere orgogliosi i nostri stakeholder”.

Risultati notevoli, a beneficio in particolare del patto stretto con i 342 mila abitanti dei 39 Comuni serviti tra le province di Treviso e Venezia. “La nostra tariffa media, di 1,84 euro al metro quadro d’acqua, è tra le più basse d’Italia e d’Europa – evidenzia Bonet - Gli investimenti pro capite, invece, superano addirittura le richieste di Arera e si attestano all’incirca sui 51 euro a persona”. A prendere parola, oltre ai funzionari incaricati della stesura del documento, anche il sindaco di Portobuffolè, Andrea Sebastiano Susana, e il consigliere regionale Roberto Bet: “Credo che Piave Servizi debba essere d’esempio a livello locale, ma anche fuori dai confini nazionali. Mantiene una tariffa tra le più basse in Europa e tutto questo riservando un’attenzione elevatissima sul piano ambientale. Complimenti al presidente Bonet, a tutto il consiglio d’amministrazione e ai dipendenti, tra gli orgogli più importanti che possiamo vantare in Veneto”.

“Con questo documento concretizziamo il nostro impegno nei confronti della sostenibilità – ha detto il direttore generale Carlo Pesce – Per noi sostenibilità e resilienza rappresentano due facce della stessa medaglia. Fino a vent’anni fa, nessuno parlava di questi concetti. Adesso sì, perché sono termini che trovano origine nella complessità dei giorni nostri. Non possiamo subire il cambiamento, dobbiamo guidarlo. Per riuscirci abbiamo adottato un nuovo Piano industriale e una riorganizzazione aziendale, affinché il nostro impegno nei confronti del territorio sia tangibile”.

“La direzione intrapresa è quella giusta, lo testimonia anche la recente valutazione di Criff Ratings, l'agenzia di rating europea al servizio delle istituzioni finanziarie e delle imprese – sottolinea Pesce a margine dell’incontro – La società nei giorni scorsi ha riconosciuto nuovamente a Piave Servizi un rating BB+ con outlook stabile, premiando la nostra buona gestione e le performance eccellenti. Questo risultato ci inorgoglisce: per un'azienda delle nostre dimensioni il rating BB+ è ottimo e apparterrebbe solamente ad una ristretta cerchia di imprese, lo 0,5 % del panorama nazionale”.

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