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Lunedì, 28 Novembre 2022
Economia

Sergio Berlato sul CETA: "L’accordo tra Canada e Ue penalizza il Made in Italy"

"Questo accordo introdurrebbe l’azzeramento di oltre il 90% delle barriere tariffarie e la semplificazione dei parametri che regolano il complesso standard nelle regole di produzione"

"E' stata presentata in Consiglio regionale una mozione con la quale si chiede che la Giunta intervenga presso il Presidente della Repubblica, i Presidenti di Camera e Senato e il Governo, affinchè l’Italia esprima la sua contrarietà all’accordo economico e commerciale globale (denominato CETA) che penalizzerebbe il 'made in Italy', soprattutto per il nostro comparto agro-alimentare" ha affermato il consigliere regionale, firmatario della mozione e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia–Alleanza Nazionale, Sergio Berlato.

"Questo accordo, firmato in sede di Commissione europea il 30 ottobre 2016 introdurrebbe l’azzeramento di oltre il 90% delle barriere tariffarie nonché la semplificazione dei parametri che regolano il complesso standard nelle regole di produzione, protezione della qualità e dell’ambiente – specifica il Consigliere Berlato. Tale meccanismo semplificativo è stato fatto passare come una necessaria azione volta a promuovere il libero scambio internazionale e rinvigorire l’economia mondiale e con tale premessa il trattato è stato approvato dal Parlamento europeo il 15 febbraio scorso – continua Berlato - Ora tale trattato per diventare effettivo deve essere ratificato da ogni Stato membro dell’UE pena la sua non effettività se solo uno Stato deciderà di non ratificarlo".

"Siamo quindi ancora in tempo affinchè il nostro Paese, prendendo coscienza degli effetti deleteri per la nostra economia soprattutto per il comparto agro-alimentare, si rifiuti di sottostare ad un accordo internazionale con pochi vantaggi, molte incognite e una totale mancanza di tutela del 'made in Italy'. Il CETA introdurrebbe un sostanziale meccanismo di deregolamentazione degli scambi e degli investimenti che pregiudicherebbe in modo particolare la tipicità delle nostre produzioni agricole non più garantite da specifici controlli in merito alla sicurezza alimentare, ad una idonea tutela della salute sia dei consumatori che dei lavoratori del comparto. Inoltre tale accordo imponendo standard qualitativi al ribasso rispetto a quelli applicati per le nostre aziende agricole italiane e venete, andrebbe ad avvantaggiare le aziende estere che hanno costi di produzione nettamente inferiori. Tale scellerato accordo – conclude il Consigliere Berlato, manifestando forte preoccupazione – se entrerà in vigore non sarà più garantita la salvaguardia di 250 marchi, tra Dop e Igp, su un totale di 291 che vanta attualmente il nostro Paese".

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