Valdobbiadene, boom turistico sulle colline Unesco nonostante il Covid-19

Merito, secondo il vicesindaco Tommaso Razzolini, non solo delle bellezze del territorio, ma anche della capacità di far dialogare e lavorare insieme enti pubblici e realtà private

Un paesaggio delle colline Unesco

Il Covid non ferma il turismo di Valdobbiadene: nei primi otto mesi del 2020, e nonostante il lungo periodo di lockdown, è già stato raggiunto il numero di accessi allo IAT di tutto il 2019. Merito, secondo il vicesindaco Tommaso Razzolini, non solo delle bellezze del territorio, ma anche della capacità di far dialogare e lavorare insieme enti pubblici e realtà private: «In questi anni, abbiamo saputo lavorare sia sulla promozione che sull'accoglienza, che vuol dire strutture ricettive, eventi, iniziative. Se pubblico e privato lavorano insieme, si possono ottenere grandi risultati: lo abbiamo visto anche recentemente con la sperimentazione delle navette alla scoperta dei luoghi meno conosciuti del nostro territorio. Abbiamo portato turisti italiani e stranieri a scoprire le nostre colline e le nostre attività: sono convinto che sia un'iniziativa da riproporre, estendendola a tutta l'area Unesco».

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«Il turismo sta cambiando -continua Razzolini- e sta diventando sempre più sostenibile: aumentano i cicloturisti e gli escursionisti, si diffonde l'utilizzo delle e-bike che aiuta anche i meno allenati a scalare i nostri colli; il richiamo del “marchio Unesco” ha dato poi un'accelerata incredibile, con una crescita percentuale annuale a doppia cifra. La collaborazione pubblico-privato è stata e sarà fondamentale per questa crescita: ascoltare il territorio, confrontarsi sulle soluzioni possibili e attuarle in modo da ottenere i migliori risultati per tutti è il cuore della vita di un amministratore, e sono certo che allargando le collaborazioni tramite una regia regionale i risultati non potranno che essere ancora migliori».

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