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Capitale della cultura: «Dossier secretato ai consiglieri e nessuna volontà di collaborazione»

Attacco alla Giunta Conte in una lettera della consigliera comunale del Pd, Carlotta Bazza, che ha puntato il dito anche sul brindisi organizzato a Santa Caterina con associazioni e consiglieri. Ma il dossier sarebbe già stato visionato da altri componenti delle minoranze ai Trecento, tra cui Rocco e De Nardi

«Questa amministrazione comunale, nasconde, anzi secreta, ai consiglieri le carte di un dossier così importante per la città, si vinca o non si vinca, prendendo tempo, dilazionando, togliendo ogni possibilità di collaborare per un progetto che chiama tutte e tutti alla cooperazione». L'accusa è diretta alla Giunta Conte e ad esprimerla è stata in una lunga missiva, pervenuta alla nostra redazione, la consigliera di opposizione Carlotta Bazza (Pd). L'attacco è stato stoppato e smentito subito dal sindaco Conte che ha riferito che il dossier è stato in realtà già visionato da altri consiglieri di opposizione come Giorgio De Nardi e Nicolò Rocco. Altro punto su cui l'esponente dem ha punzecchiato il sindaco è relativo ad una festa con cui si è celebrata lunedì scorso a Santa Caterina l'imminente presentazione del dossier, fissara per il 5 marzo prossimo. «Abbiamo brindato in sala Coletti non sappiamo bene a cosa» ha scritto Bazza «sicuramente non abbiamo ricevuto alcuna documentazione, ma cosa dico, nessuna informazione su Treviso Capitale della Cultura. E, per questo motivo, ho trovato l’incontro imbarazzante, ma senz’altro ho anche avuto conferma, ancora una volta, del modo di lavorare di questa amministrazione».

La lettera della consigliera del Pd, Carlotta Bazza

Ieri (lunedì ndr) si è tenuto un brindisi per “condividere” con “tutti” l’atto finale per la presentazione a Roma, il prossimo 5 marzo, del dossier di Treviso Capitale della Cultura. Questo momento di presunta condivisione mi ha però lasciata a dir poco sorpresa. In sala Coletti, al Museo di Santa Caterina, erano presenti associazioni e consiglieri comunali in attesa di avere, finalmente, qualche notizia sul contenuto e sull’iter del misterioso dossier. Certo, nella mail di invito, era ben scritto “brindisi”, tuttavia mi aspettavo un allestimento più simile a quello destinato a una conferenza di presentazione, con sedie e videoproiettori… invece ci siamo ritrovati tutti in piedi, sedie ai lati, come per un compleanno, e con tanto di pizzette e prosecco. La mia buona fede mi ha suggerito comunque di pazientare e aspettare. Dopo un breve intervento dell’assessora De Gregorio, che ha ribadito il concetto, ormai chiaro a tutti, di aver ricevuto il dossier di Treviso Capitale della Cultura già confezionato, è venuto il momento del dirigente Malachin che, dopo i ringraziamenti, ci presenta due brevi video promozionali, per poi passare a quello che ormai appariva il vero obiettivo della convocazione: pizzette e prosecco.

Ma, a questo punto vorrei fare un passo indietro. Poco più di un mese fa ho inviato la richiesta di poter svolgere un sopralluogo, insieme ad alcuni referenti delle associazioni culturali di Treviso, per valutare gli spazi comunali disponibili in vista di possibili attività culturali. La puntuale risposta del Presidente del Consiglio Dotto è stata la mia convocazione a un incontro con la neo Assessora alla Cultura, Maria Teresa De Gregorio. Sempre in buona fede, ho apprezzato la disponibilità e la sollecitudine di Assessora e Presidente del Consiglio. Nell’ incontro, con Assessora, presente il Presidente Dotto, sono stati affrontati vari temi, tra cui ovviamente Treviso Capitale della Cultura. Ho provato, sempre forte della mia buona fede, a chiedere copia del dossier Capitale, ma Assessora e Presidente hanno testualmente asserito: il dossier è secretato, espressione che, visti i tempi, ha ingenerato un qualche timore. Ci siamo salutati convenendo sulla convocazione di una Commissione Cultura per la presentazione della nuova Assessora. Commissione che viene riunita qualche settimana dopo, tempo sufficiente per informarmi che non esistono motivi per secretare il dossier Capitale della cultura.

Posso capire la preoccupazione dell’Amministrazione di veder divulgate notizie “sensibili” per tagliare per primi il traguardo, ma anche qui ci sarebbe da eccepire su una pregiudiaziale mancanza di fiducia. Come Consiglieri comunali, soprattutto se parte della Commissione Cultura, abbiamo il diritto e, di più, il dovere di essere partecipi per portare contributi a raggiungere il prestigioso obiettivo. Già a luglio, quindi molto in anticipo, ho inoltrato un’interrogazione per capire come i Consiglieri potessero collaborare ai progetti: la risposta fu l’invio di un link sul sito Treviso Capitale della Cultura. Al di là di questo, le città finaliste sono diverse per storia, identità e potenzialità, per cui è da dubitare che possano essere “rubate” idee tagliate su misura per trasferirle a altri. Non stiamo parlando di decisive scoperte o innovazioni rivoluzionarie nel campo dell’informatica o dell’energia, né, se il paragone è consentito, siamo al festival di Sanremo dove l’anticipazione di una canzone comporta la squalifica. Ma, tornando alla Commissione di presentazione, l’assessora De Gregorio diceva che il suo compito – l’avevano chiamata per questo - era soprattutto quello di seguire Treviso Capitale della Cultura, che il dossier se l’era trovato fatto e finito sulla scrivania, che le sue idee sulla cultura per Treviso, al di là della vittoria o meno a Capitale della Cultura, sarebbero comunque state quelle dettate dal dossier.

Allora chiedo perché sia stato secretato il dossier, la risposta che mi arriva, con un certo imbarazzo è che il dossier non è stato secretato e che il sindaco ha in serbo per noi una sorpresa, “presto vi mostrerà il dossier e organizzerà un momento per presentarvelo”. A questo punto la mia esagerata buona fede mi conserva fiduciosa e sempre in un’ottica di collaborazione, come spesso suggerisce il nostro sindaco, decido di non fare un accesso atti per vedere il dossier e di affidarmi alla promessa dell’Assessora.

Ma non finisce qui. Il giorno del Consiglio Comunale, lo scorso 15 febbraio, in cui c’è la presentazione ufficiale dell’Assessora De Gregorio al Consiglio, arriva, fatalità, una mail di invito per il famoso brindisi di cui sopra, previsto per il 26 febbraio. Forse, la mia, a questo punto ingenua, buona fede mi ha portato a leggere quella mail con eccessiva speranza, nonostante la tardiva comunicazione, in quanto la possibilità di collaborare al progetto o quantomeno di condividerlo, risulta pressoché nulla, visto che la presentazione ufficiale a Roma incombe, sarà infatti il 5 marzo.

Tuttavia mi sono trovata a pensare “piuttosto di niente meglio piuttosto”, di zaiana memoria. Ieri, 26 febbraio, abbiamo brindato in sala Coletti non sappiamo bene a cosa, sicuramente non abbiamo ricevuto alcuna documentazione, ma cosa dico, nessuna informazione su Treviso Capitale della Cultura. E, per questo motivo, ho trovato l’incontro imbarazzante, ma senz’altro ho anche avuto conferma, ancora una volta, del modo di lavorare di questa amministrazione.

Questa amministrazione comunale, nasconde, anzi secreta, ai consiglieri le carte di un dossier così importante per la città, si vinca o non si vinca, prendendo tempo, dilazionando, togliendo ogni possibilità di collaborare per un progetto che chiama tutte e tutti alla cooperazione. Sono davvero dispiaciuta, perché anche la mia buona fede è finita e infatti oggi (ieri ndr) ho inviato la richiesta di accesso atti per far luce sul misterioso dossier, anche se la possibilità di collaborare è ormai sepolta, come la polvere sotto il tappeto o come le macchine sotto Piazza Vittoria. Sindaco e Assessora avrebbero fatto una miglior figura a dire chiaramente di non avere la volontà di mostrare nulla, di non voler collaborare con i Consiglieri, perché questa è la disarmante verità.

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