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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Politica

Veneto Imprese Unite: «I nostri lavoratori si stanno indebitando per colpa dello Stato»

Il presidente Andrea Penzo Aiello: «Dopo la prima manifestazione all’Agenzia delle Entrate, lunedì ci ritroveremo tutti davanti alla Direzione regionale dell’Inps a Venezia»

«Le nostre aziende sono ormai in balia di decisioni che arrivano in modo arbitrario e in tempistiche imbarazzanti. Il nostro lavoro, che pre-Covid pianificavamo nel dettaglio con mesi se non anni d’anticipo, ora non può essere pianificato neanche giornalmente dato che alcune limitazioni vengono comunicate anche con meno di 24 ore di preavviso, creando disastri economici come quelli che stanno vivendo gli operatori della montagna in questi giorni». A dirlo è Andrea Penzo Aiello, Presidente di Veneto Imprese Unite.

«Per questi motivi diventa per noi ancora più importante portare avanti la serie di manifestazioni nelle sedi regionali degli enti che potrebbero, con il loro operare, sancire la morte o la salvezza delle nostre imprese - continua Aiello - Dopo la prima manifestazione all’Agenzia delle Entrate, che ci ha permesso di presentare ai tecnici di Roma (che studiano con il Governo i decreti per la materia finanziaria) le nostre istanze e i nostri spunti per salvare le nostre aziende, oltre che a instaurare una collaborazione che ci sta permettendo di sbloccare ristori approvati ma mai elargiti per vizi tecnici, è ora arrivato il momento di presentarci compatti davanti alla Direzione regionale dell’Inps».

«Ai loro funzionari chiederemo principalmente tre cose:

- Abbattimento del costo del lavoro, per poter tenere tutto il nostro organico in forza anche dopo la fine del blocco dei licenziamenti, oltre a poterci permettere di assumere in fase di rilancio post pandemia.

- Velocità nei pagamenti della CIG, della CIG in deroga e recupero dei vecchi pagamenti arretrati. Lo Stato non ha tardato un giorno nel pagamento degli stipendi dei suoi dipendenti durante la pandemia, perché si permette di tardare mesi nel pagare i nostri dipendenti che sono a casa per sua responsabilità?

- Importi dignitosi per la CIG e CIG in deroga. Il nostro personale ha tarato le sue spese fisse sullo stipendio percepito. Mutuo o affitto, rate dell’auto, spese per la scuola dei figli e più semplicemente quelle per mettere in tavola un piatto caldo devono essere pagabili con una CIG o CIG in deroga basata sulla reale busta paga percepita, e non calcolando l'80% del minimo salariale da CCNL ovvero circa il 50% di quanto realmente percepito. La scelta di tenere le attività chiuse, e di conseguenza il personale in cassa integrazione, non dipende dalle aziende ma dalle scelte del Governo, e non è concepibile che i nostri dipendenti si indebitino e rischino sfratto o pignoramenti per colpa dello Stato» conclude Aiello.

L’appuntamento è quindi per lunedì 22 febbraio alle 9.30 davanti alla Direzione regionale dell’Inps a Venezia (Dorsoduro), con la  delegazione regionale di Veneto Imprese Unite accompagnata anche da alcuni dipendenti pronti a fare valere i loro diritti.

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