Via le Ztl in città: il partito comunista critica la scelta del sindaco Conte

Davide Busetto, portavoce della sezione trevigiana, ha criticato le dichiarazioni sull'eliminazione delle zone a traffico limitato

TREVISO "Lega e XXI secolo proprio non riescono a stare assieme. Conte vuole riportare le auto in centro storico? E perché non anche le cabine telefoniche?" Con queste parole Davide Busetto, portavoce della sezione trevigiana del Partito comunista di Treviso, ha commentato le prime proposte del nuovo sindaco di Treviso, Mario Conte.

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"È evidente a tutti che, per molte ragioni, a cominciare dalle esigenze della salute pubblica e dai criteri di uso degli spazi pubblici della città, il traffico viene portato fuori da moltissimi centri urbani in tutta Europa, soprattutto quando hanno caratteristiche simili a quelle di Treviso" ha commentato Busetto che ha poi continuato con queste parole: "Troviamo totalmente condivisibili le osservazioni di Confcommercio, Confartigianato, Casartigiani e Cna, in particolar modo le parole di Renato Salvadori, presidente della ConfCommercio trevigiana, e di Giuliano Rosolen, segretario provinciale della Cna. Quali sono i vantaggi di riportare il traffico in centro? Aumentare i parcheggi per far cassa? Si è considerato l'aumento dell'inquinamento all'interno delle mura? Il centro storico, e i commercianti con esso, possono tranquillamente convivere con la pedonalizzazione del centro, anzi ne guadagnano (si pensi all'intervento in Piazza Ferretto a Mestre circa 30 anni fa: in pratica, quando il partito di Conte insultava i meridionali, il centrosinistra pedonalizzava le piazze). Treviso in questi anni ha fatto importanti passi avanti. Poteva farne di più? Sicuramente sì, ma quelli proposti dalla nuova amministrazione sembrano all'indietro, non solo dal punto di vista cronologico ma pure e soprattutto del buonsenso".

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