Coronavirus: primo operaio positivo all'Electrolux, chiude la Sole di Oderzo

Aziende in crisi, ultimi aggiornamenti sul virus nella Marca: positivo operaio 50enne della ditta di Susegana, a Treviso niente raccolta differenziata per chi è in isolamento

Un operaio di 50 anni residente a Vazzola è il primo dipendente dell'Electrolux di Susegana a essere risultato positivo al Covid-19. Dalle prime ricostruzioni sembra che il contagio sia avvenuto dal contatto con il “caso zero” dell’Electrolux, ovvero il dipendente della ditta esterna che si trova ancora ricoverato in ospedale.

Come riportato da "Il Gazzettino di Treviso" da un paio di settimane ormai i rappresentanti sindacali chiedevano misure più stringenti per evitare il rischio di contagio nell'azienda di Susegana. Nella giornata di martedì 24 marzo è attesa una nuova riunione tra i sindacati per discutere su cassa integrazione e futuro della produzione nello stabilimento di Susegana. La Sole Spa di Oderzo ha deciso invece di sospendere momentaneamente la produzione mettendo in cassa integrazione 550 dipendenti. Lo stop, imposto all'azienda dalle ultime norme nazionali, andrà avanti almeno fino al 3 aprile salvo nuovi aggiornamenti.

Raccolta differenziata sospesa per chi è in isolamento

Il Comune di Treviso ha deciso nelle scorse ore che i trevigiani positivi al Covid-19 in isolamento domiciliare potranno interrompere la raccolta differenziata mettendo tutta la spazzatura nel bidone del secco non riciclabile. Si tratta di una nuova regola che va applicata per ragioni sanitarie ma sembra già impossibile per Contarina controllare ogni singolo caso visto l'alto numero di persone in isolamento nella Marca dal momento che le autorità sanitarie non possono fornire i nominativi degli infetti chiusi in casa e di quelli messi in quarantena a causa del rispetto della privacy. Chi, per due settimane, è costretto a riempire il bidone dell'indifferenziata non dovrebbe pagare gli svuotamenti, secondo il decreto. Serve però un accordo tra Bacino Priula, Prefettura e Ulss 2 per verificare nomi e indirizzi delle persone che realmente potranno beneficiare dell'ordinanza.

Parrocchia di San Martino: sacerdoti positivi al virus

Padre Giuseppe Menzato e padre Giuseppe Garbin, i sacerdoti di San Martino a Conegliano, sono risultati positivi al test del Covid-19 e si trovano al momento ricoverati in condizioni gravi al Santa Maria dei Battuti. Sia il parroco che il suo vice sono nati nel 1944. La situazione è precipitata nel pomeriggio di sabato 21 marzo quando i due sacerdoti hanno manifestato febbre alta e malesseri preoccupanti. Una collaboratrice della parrocchia li ha portati in ospedale e ora si trova in isolamento. Senza il parroco e il suo vice la parrocchia di San Martino è rimasta senza sacerdoti. In questi giorni, per sorvegliarla, potrebbe essere inviato uno dei sacerdoti del collegio Brandolini di Oderzo, gestito come la parrocchia di Conegliano dai sacerdoti giuseppini del Murialdo.

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Il sindaco Szumski cura 3 pazienti

A Santa Lucia di Piave il medico-sindaco Riccardo Szumski ha deciso di curare tre pazienti con sintomi legati al Codiv-19 che non hanno fatto il tampone ma sono a casa in quarantena volontaria perché sospettati di aver contratto l’infezione. Il sindaco ha deciso di curarli con una terapia già sperimentata nei giorni scorsi in Francia e Cina e che potrebbe attenuare gli effetti della malattia. Si tratta di una cura a base di idrossiclorochina ed azitrocina e, in certi casi, cortisone. Il sindaco vorrebbe continuare a visitare i pazienti a domicilio, prendendo tutte le misure del caso, nella speranza che la cura possa fare presto effetto.

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