Pedemontana Veneta: lavori fermi al casello di Montecchio

La Struttura di progetto della Superstrada Pedemontana Veneta è intervenuta per chiarire la questione relativa alla realizzazione del nuovo casello tra l'A4 e la Superstrada

Il cantiere della Pedemontana (Foto di Giulio Guarini)

Mercoledì mattina, 19 giugno, si è tenuto un proficuo incontro presso la sede del Comune di Montecchio Maggiore, convocato dal neosindaco, presente la sua giunta, invitati il sindaco di Trissino, la Regione, la Provincia di Vicenza, la società Autostrada BS-PD che gestisce la A4. L'obiettivo era l'aggiornamento sullo stato del procedimento di realizzazione del nuovo casello di Montecchio sulla A4 e le opere di raccordo con la Pedemontana Veneta.

I tecnici hanno riferito che i lavori ad oggi, purtroppo, non si possono ancora consegnare alla ditta vincitrice dell'appalto gestito da A4, un'ATI con Maltauro. Vediamo il perchè a Montecchio Maggiore, in provincia a Vicenza, è prevista dalla fine degli anni ‘90 la costruzione del nuovo casello autostradale, comprendente il raccordo alla Superstrada Pedemontana Veneta, inserita finanziariamente negli impegni della società Autostrada Brescia-Padova a seguito del rinnovo della concessione per la gestione della A4, appunto, tra Brescia e Padova. La società autostradale ha provveduto a redigere il progetto dei lavori di Montecchio e, previa approvazione del progetto esecutivo da parte del MIT nel 2009, ha provveduto ad affidare i lavori in house alla Serenissima Costruzioni Spa. Quest’ultima ha iniziato i lavori nel 2012, realizzandone parte, fino al 2014, quando il MIT, a seguito dell’entrata in vigore del DL 133/14 che imponeva il tetto del 40% della quota massima dei lavori in modalità in house, chiese il rispetto di tale limite. La società è stata costretta a risolvere consensualmente il contratto nel 2015, con rilievo dello stato di consistenza in contraddittorio delle opere eseguite, la redazione di un nuovo progetto con nuovi prezzi, il rifinanziamento, ed una nuova approvazione da parte del MIT, avvenuta il 6 giugno 2018.

Nel contempo nel 2006 il CIPE ha approvato il progetto preliminare della Superstrada Pedemontana Veneta, nel quale era previsto di realizzare tutti gli svincoli sulle autostrade intersecate, A31 e A27, tralasciando ovviamente quello su A4, visto che, pur essenziale alla funzionalità della nuova infrastruttura, era opera già programmata e finanziata. Si era nella certezza che al momento dell’ultimazione e messa in esercizio di Pedemontana, settembre 2020, sarebbero stati completati tutti i lavori di aggancio alla A4 a Montecchio. In realtà, per gli imprevisti sopra descritti dell’entrata in vigore del DL 133/14, ad oggi sono stati realizzati solamente parte di questi, mentre i rimanenti sono ancora da affidare. Il 22 dicembre 2017 il Cipe ha approvato il progetto definitivo della tratta AC/AV dal nodo di Verona al bivio di Vicenza, ed, in considerazione dell’interferenza della nuova linea ferroviaria con l’autostrada A4 ed il nuovo svincolo con  realizzazione in capo ad altro soggetto, ha imposto ad RFI la seguente prescrizione n. 129: "Stipulare, prima dell’avvio dei lavori sia della tratta AV/AC (a cura di RFI) sia del nuovo svincolo di Montecchio Maggiore (a cura del concessionario autostradale), tra RFI, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti-Direzione Generale per la Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali, società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova Spa e il GC Iricav Due, un’apposita convenzione per regolamentare la realizzazione in contemporanea dei lavori dei manufatti di sottoattraversamento dell’Autostrada A4 nel Comune di Montecchio Maggiore alla km 36+600 circa in modo da non comportare maggiori oneri per l’Opera Pubblica”.

Sulla base di questa ultima prescrizione la Regione, a valere già dal 2017, ha proposto un accordo di programma con il MIT, la Società autostradale BS-PD e RFI al fine di far ricomprendere tutte le opere in un unico appalto, di opere complementari a Pedemontana Veneta, da realizzare congiuntamente ai lavori di Pedemenotana, che avrebbe gestito direttamente. A tal riguardo, studiata nei dettagli la soluzione amministrativa, tecnica e progettuale con tutti gli enti coinvolti, si è chiesto nel 2018 un parere preventivo ad ANAC, che ha ritenuto non percorribile la situazione. A quel punto la società Autostradale BS-PD si è subito attivata per affidare i lavori. Oggi, individuato l'appaltatore, al fine di poter consegnare i lavori è necessaria la sottoscrizione della convenzione con RFI, per soddisfare la prescrizione del CIPE nell'approvazione della TAV. RFI non è in grado di sottoscrivere alcun atto, considerate le molte incertezze sulla possibilità di realizzazione della loro infrastruttura. La Regione, che già si era attivata al fine di risolvere questo problema non appena l'opera era passata nel 2017 in gestione ordinaria, addirittura cercando di trovare una soluzione accollandosi l'onere realizzativo di tutte le opere programmate su quell'area, comprese quelle statali, si è vista oggi positivamente affiancata dai sindaci che hanno manifestato notevole preoccupazione. Temono, a ragione, che Pedemontana possa essere conclusa in tempi più rapidi rispetto ai lavori del nuovo casello ed innesto sulla A4. Questo comporterebbe che al momento della messa in esercizio di Pedemontana, per poter passare da A4 alla nuova infrastruttura, si dovrebbe utilizzare la viabilità ordinaria, oggi già molto gravata dai flussi veicolari. Chiarita la situazione tecnica e valutate le possibilità di risoluzione della problematica, l'incontro odierno ha potuto sancire un impegno forte e congiunto di tutti gli enti e società coinvolti per risolvere in sede nazionale gli intralci all'avvio dei lavori autostradali disgiungendoli da quelli ferroviari, rappresentando la situazione che si è venuta a creare e manifestando i forti danni e disagi che il territorio sarebbe portato a dover subire qualora non si dovessero consegnare i lavori in tempi brevissimi.

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