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Rotonda di Levada: sala gremita per l'incontro con Silvana Boer

Frecciatine e polemiche all'incontro pubblico dedicato alla rotonda che dovrebbe sorgere lungo la Postumia. Accuse all'ex sindaco Paola Roma, la campagna elettorale entra nel vivo

Oratorio Pelizzari gremito giovedì sera, 7 marzo, a Levada di Ponte di Piave: oltre 120 cittadini hanno voluto partecipare all'incontro organizzato dall'ex assessore di Ponte di Piave Silvana Boer, per illustrare la verità sulla rotatoria di Levada sulla strada Postumia, opera promessa in campagna elettorale ma mai realizzata durante la decaduta amministrazione Roma.

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Un incontro tecnico, come è più volte stato definito durante la serata, per spiegare l’iter burocratico ed amministrativo dell’opera, il progetto iniziale e quello definitivo, presentato alla Regione Veneto il 20 agosto 2018 in tempo utile per l’iscrizione al bando pubblico di finanziamento, e proprio alla vigilia delle dimissioni di Silvana Boer e degli altri sei membri del Consiglio Comunale, che di fatto provocò il commissariamento del Comune di Ponte di Piave. «Nel faccia a faccia tra i candidati sindaci del maggio 2014 – ricorda Silvana Boer – Paola Roma promise agli elettori che la rotonda di Levada sarebbe stata la prima opera da realizzare durante il suo mandato, nonostante non fosse inserita come prioritaria nel programma elettorale della nostra lista civica. Ma una promessa elettorale diventa un impegno quando si amministra e, nonostante non fossi d’accordo con la realizzazione prioritaria dell’opera, ho lavorato perché il progetto fosse approvato da tutti gli uffici e gli organi competenti, per poter così concorrere al bando della Regione Veneto. La rotonda, infatti, interessa la Postumia, una strada regionale: nell’accordo di programma del 22 ottobre 2014, sottoscritto da Paola Roma per il nostro Comune, da Leonardo Muraro per la Provincia di Treviso e da Veneto Strade, quest'ultima si impegnava a finanziarla interamente per 400 mila euro. Anche quando quell’accordo è venuto meno per i noti problemi di Veneto Strade, restava fondamentale per me che il Comune non mettesse i denari dei propri cittadini, o che almeno ne spendesse il meno possibile. Ecco perché, per responsabilità verso gli elettori, ho aspettato che l’iscrizione al bando fosse completata, prima di presentare le mie dimissioni».

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«Alla fine la Regione – ha proseguito Silvana Boer – finanzierà la rotatoria di Levada per 122.500 euro, ossia con una copertura del 35%. Molto meno di quanto ottenuto dai nostri comuni limitrofi, Cimadolmo e Salgareda ad esempio, che pure hanno concorso al medesimo bando per strade comunali, e non regionali: un vero paradosso. In più, anche gli espropri per la realizzazione della rotonda sono stati gestiti molto male, il che si è tradotto in ricorsi al Tar da parte dei proprietari, e quindi in soldi del Comune usati per coprire le conseguenti spese legali, e per le varianti al progetto iniziale. Un vero pasticcio, che tra finanziamento e spese costerà al Comune quasi 250.000 €: mi auguro che chi amministrerà la città nel prossimo quinquennio possa innanzi tutto godere delle risorse economiche dell’autonomia, e che abbia finalmente la capacità di ascoltare e di interloquire con competenza ed efficacia sia con i propri uffici, sia con le istituzioni sovracomunali: l’obiettivo è sempre il bene dei nostri cittadini, ed in questo senso, più che una rotatoria onerosa per le tasche del Comune e che non risolve i rischi per la salute dei residenti, sarebbe stata molto più congeniale la vecchia idea della tangenziale, per deviare i mezzi pesanti che transitano per il centro di Ponte». Al termine dell’esposizione, che ha visto il supporto tecnico dell’ingegnere Luca Favaro, residente a Levada, si è acceso un interessante dibattito, che ha anticipato molti dei temi che probabilmente animeranno l’ormai imminente campagna elettorale.

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