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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Immobili di attività produttive dismesse: ecco le nuove norme per il recupero

L’assessore all’Urbanistica e Rigenerazione Urbana del Comune di Treviso, Linda Tassinari, spiega: Le azioni che saranno introdotte nelle norme tecniche operative andranno ad agevolare la riqualificazione degli archetipi territoriali, fra i quali fabbriche fuori contesto»

Una nuova regolamentazione per il recupero degli immobili abbandonati da attività produttive collocate in zona impropria e il riutilizzo temporaneo del patrimonio immobiliare esistente. La Giunta comunale ha approvato la proposta dell’Assessore all’Urbanistica Linda Tassinari per la modifica della specifica norma tecnica nel Piano degli Interventi volta alla riqualificazione, il recupero e il riuso dell’edificato esistente in zone considerate fuori contesto, come stabilimenti produttivi o case costruiti fuori dalle zone ad essi destinati, piccoli capannoni artigianali sorti nel tempo nelle zone agricole o piccoli stabilimenti industriali nei centri storici utilizzati o sotto utilizzati, che oggi risultano fuori contesto.

Allo stato attuale, infatti, per queste tipologie di edifici è prevista la demolizione con riconoscimento del credito edilizio: la proposta normativa punta invece alla valorizzazione attraverso nuove attività con destinazioni compatibili e in equilibrio con il territorio, sostenute da progetti sostenibili dal punto di vista ambientale.  In particolare, si intende privilegiare il verde come strumento di recupero dell’ambiente attraverso il controllo dell’inquinamento diffuso, atmosferico e acustico oltre al miglioramento paesaggistico, con valutazioni che saranno assunte dal Consiglio Comunale.

In alternativa alla rinaturalizzazione potranno essere attuati interventi che prevedano l’accorpamento, la riqualificazione paesaggistica e la razionalizzazione dei fabbricati esistenti tramite la presentazione di una progettazione completa della sistemazione esterna, anche insediando una nuova attività o la compensazione con destinazioni compatibili con la zona di appartenenza.

Il secondo obiettivo è quello di sostenere la riattivazione degli edifici dismessi, inutilizzati o sottoutilizzati e favorire lo sviluppo di iniziative economiche, sociali e culturali, attraverso la loro utilizzazione temporanea (tramite apposita convenzione come previsto dalla legge regionale 14 del 2017) anche per usi diversi da quelli ammessi per la specifica zona per un periodo non superiore a tre anni.   L’uso temporaneo non comporterà poi la corresponsione di aree per servizi o il mutamento della destinazione d’uso delle unità immobiliari.

«Continua il percorso di recupero del patrimonio edilizio esistente a vantaggio del non consumo di suolo», spiega l’assessore all’Urbanistica e Rigenerazione Urbana del Comune di Treviso, Linda Tassinari. «Le azioni che saranno introdotte nelle norme tecniche operative andranno ad agevolare infatti la riqualificazione degli archetipi territoriali, fra i quali fabbriche fuori contesto, secondo percorsi che gli restituiscano idonee funzioni che renderanno gli immobili modificati compatibili con il contesto d’intorno, creando così ricucitura a vantaggio di un tessuto ecosostenibile e resiliente e il riuso di un patrimonio edilizio esistente destinato altrimenti al disuso».

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