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Una delle attività coinvolte nel flashmob di martedì sera

Una delle attività coinvolte nel flashmob di martedì sera

Vetrine accese, serrande aperte ma poche speranze: la protesta dei trecento

Bar, gioiellerie, ristoranti, barbieri, negozi: martedì sera nel centro storico di Treviso ma anche in altri Comuni della provincia si è svolto il flashmob di "Risorgiamo Italia"

Hanno aderito in oltre trecento tra negozi di parrucchieri, barbieri, estetiste, proprietari di bar, pizzerie e trattorie, bar ma anche gioiellerie, agenzie e altre tipologie di negozi, al flashmob "Risorgiamo Italia" che è stato organizzato nel capoluogo della Marca ma anche in provincia dall'associazione "Treviso Imprese Unite". Per una sera, quella di ieri, martedì 28 aprile, negozianti, ristoratori, commercianti hanno alzato le serrande e acceso le proprie vetrine e insegne per protestare contro le misure del Governo che per molti prevede la riapertura, con pesanti limitazioni, non prima del prossimo 1° giugno. La manifestazione si è svolta alle 21 e avrà come appendice la simbolica consegna delle chiavi delle proprie attività di alcuni imprenditori al sindaco di Treviso, Mario Conte.

Portavoce di "Treviso Imprese Unite" è Andrea Penzo Aiello, titolare del "Filò" di via Cadorna e del "Diner", al Quartiere Latino; il vice è Loris Gatto, di "Tv Burger". All'iniziativa hanno aderito anche "Rivivere Treviso" e l'associazione che riunisce i commercianti di Borgo Cavour. L'obiettivo della mobilitazione è chiedere al Governo un protocollo sostenibile per riaprire e aiuti concreti alle imprese, letteralmente messe in ginocchio dal lock-down.

«All’indomani del flashmob nazionale “Risorgiamo Italia” -spiega Aiello in una nota emessa in mattinata- possiamo affermare con orgoglio che sia stato un successo senza precedenti per tutte le nostre categorie. In tutto il Paese le prime stime parlano di 185.000 adesioni, ma anche nel nostro territorio la partecipazione è stata tale da illuminare tutta Treviso. Questo è accaduto per merito della partecipazione solidale, oltre che dei ristoratori e dei pubblici esercizi, anche di molti barbieri e parrucchieri, estetiste, agenzie organizzatrici di eventi, commercianti, gioiellieri, agenzie immobiliari, agenzie di viaggi e per il turismo organizzato, e altri professionisti. Ringraziamo in particolar modo le associazioni “Rivivere Treviso” e “Associazione dei Commercianti di Borgo Cavour”, presenti in prima persona all’accensione delle luci, al fianco di molti associati. Ora che abbiamo attirato l’attenzione della stampa e del Governo siamo pronti a presentare il Manifesto nazionale del M.I.O. (Movimento Imprese Ospitalità). Il nostro obiettivo è consegnare il Manifesto al Governo e per questo chiediamo il supporto del Sindaco della Città di Treviso e Presidente dell’Anci Veneto, Mario Conte, per essere fianco a fianco in questa delicata fase. La drammaticità della situazione, unita all’attesa del Decreto economico contenente misure concrete per la ripartenza, stanno portando molti nostri colleghi esasperati ad infrangere le nuove norme, operando a domicilio (e quindi lavorando in nero) oppure usando l’asporto come espediente per effettuare un vero e proprio servizio al banco o da passeggio, attualmente non consentiti. Chiediamo, quindi, di intensificare i controlli, per evitare che questi comportamenti vanifichino gli sforzi fatti fino ad ora per il contenimento del virus».

Intanto Pierfranco Bernardi, manager del Bhr hotel di Quinto, ha pubblicato un video su Youtube in cui invita i cittadini a scendere in piazza domenica prossima, il 3 maggio, alle 12.

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