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Il provveditorato occupato

Il provveditorato occupato

Occupazione dell'ex Provveditorato, la Provincia valuta azioni legali

All'alba il blitz degli Studenti Medi e di attivisti di Django che sono entrati all'interno dell'edificio, di proprietà dell'ente e chiuso dal 2011. Nel 2017 venne utilizzato durante l'Adunata degli Alpini

Il blitz è scattato alle 6.30 circa. Una quindicina di studenti e alcuni universitari, tutti riconducibili al movimento dei Studenti Medi e al centro sociale Django, hanno simbolicamente occupato lo stabile in cui aveva sede l'Ex provveditorato agli studi, in via Sartorio a Treviso. L'immobile è di proprietà della Provincia che l'ha dismesso nel 2011: è stato utlizzato l'ultima volta nel 2017, in occasione dell'Adunata degli Alpini. Sul posto, oltre a carabinieri, volanti della polizia e ispettori dell Digos della Questura, è giunto anche il direttore generale della Provincia di Treviso, Carlo Rapicavoli che ha avuto un confronto pacifico con gli studenti presenti che hanno garantito di lasciare a breve lo stabile. "L'Ente -si legge in un comunicato- si riserva ora di intraprendere le azioni legali in seguito al danneggiamento della porta e all’occupazione abusiva di un edificio di proprietà Provinciale".

I giovani protagonisti di questo atto dimostrativo hanno ripulito il pianterreno in cui ci sono alcuni degli uffici. «E' tutto pronto all'uso, manca solo la voglia di utilizzare questo edificio da parte della provincia e la porta era già aperta. E' uno dei cento spazi sfitti presente a Treviso e dovrebbe essere riqualificato. Noi lo abbiamo semplicemente restituito alla città»: sottolinea Tommaso, uno dei ragazzi della Rete, ex studente del Da Vinci e oggi universitario a Padova, nella facoltà di scienze politiche.

«Sappiamo bene che è un anno difficile per il mondo della scuola, ma le proteste non si fanno così, vanno fatte restando nei limiti della legalità, senza inutili occupazioni o danneggiamento di edifici pubblici –commenta Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso- spiace che sia stato preso di mira proprio un edificio di proprietà della Provincia, un Ente che ha investito 5.800.000 euro soltanto per gestire l’emergenza covid-19, garantendo uno spazio sicuro a ogni studente della Marca Trevigiana, realizzando in meno di due mesi 2 nuove scuole a Treviso e Castelfranco, azioni che nessuno in Italia ha fatto». 

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