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L'assessore Manuela Lanzarin durante il punto stampa

L'assessore Manuela Lanzarin durante il punto stampa

Covid, Lanzarin: «Da lunedì vaccini agli ultracentenari»

L'assessore regionale alla Sanità ha sostituito il presidente Zaia nell'aggiornamento quotidiano sull'emergenza Covid: «Terapie intensive in aumento, preoccupano le varianti»

Martedì 2 marzo la conferenza Stato-Regioni convocata d'urgenza alle ore 12 ha impedito al Governatore Zaia di intervenire al punto stampa quotidiano tenuto, per l'occasione, dall'assessore Manuela Lanzarin.

«I dati di oggi ci indicano che l'incidenza in Veneto rimane bassa ma i ricoveri in terapia intensiva sono tornati a salire. Nell'incontro in corso con il Governo il professor Brusaferro ha iniziato parlando della diffusione delle varianti in Italia: quella inglese è la più diffusa (50%), la variante brasiliana è concentrata soprattutto in Centro Italia ed è al 25% di diffusione. La variante sudafricana è invece presente in percentuali minori. Tema caldo dell'incontro la possibile chiusura delle scuole. Presente alla riunione Stato-Regioni anche il presidente del Comitato Tecnico Scientifico.

Procede, nel frattempo, l'attività di vaccinazione - continua Lanzarin - da lunedì 8 marzo partiremo con il ricongiungimento delle vaccinazioni per gli Over 80 e degli ultra centenari. Saranno fatte in parallelo così come le vaccinazioni di insegnanti e forze dell'ordine. Oncologici, malati di fibrosi cistica e trapiantati saranno vaccinati nei centri regionali di riferimento (come lo Iov) e non nei punti vaccini delle varie Ulss. Gli autisti degli scuolabus saranno inseriti nel piano vaccinale delle scuole mentre gli insegnanti non residenti in Veneto saranno vaccinati nell'Ulss dove si trova la scuola in cui lavorano» conclude l'assessore.

Il commento dei sindacati

«Il nostro intervento pubblico per sottolineare che il calendario della Regione non teneva conto dei più fragili era del 12 febbraio - ricordano Elena Di Gregorio (Spi Cgil), Vanna Giantin (Fnp Cisl) e Fabio Osti (Uilp Uil) - da quel momento siamo stati ancor di più sommersi di chiamate e-mail di anziani molto preoccupati per la loro salute, e di loro famigliari. Dopo di noi, altri hanno sottolineato l'iniquità di quella programmazione, che rischiava di arrivare troppo tardi a tutelare la categoria di fatto più indifesa di fronte al virus. Possiamo dire che, per una volta, la Regione ci ha ascoltato».

Ma i sindacati dei pensionati non si fermano qui, perché resta il fatto che la programmazione della Regione resta aleatoria proprio per tutto ciò che riguarda gli anziani. Se qualcosa sul calendario si è smosso, Spi, Fnp e Uilp sono insoddisfatti delle informazioni che si possono reperire sulla vaccinazione a domicilio per quanti non possono recarsi nei Centri di vaccinazione della popolazione (Cvp). Nell'intervento del 12 febbraio Spi, Fnp e Uilp avevano sollecitato un piano. Lo stesso giorno il dg della Sanità Luciano Flor scriveva alle Ulss che, in attesa di indicazioni regionali, dovevano comunque definire specifiche modalità organizzative per garantirla, utilizzando le Usca e/o il personale assunto con il bando del Commissario Straordinario per l'Emergenza Covid-19 o altro personale dell'azienda. E stabiliva come destinatari prioritari i soggetti non trasportabili e già seguiti in Assistenza Domiciliare Integrata. A distanza di venti giorni, le indicazioni regionali ci sono? Cosa hanno fatto le Ulss? Sulla sezione del sito della Regione dedicata ai vaccini non c'è nulla e, parimenti, nessuna Ulss ha pubblicato informazioni chiare sulla loro pianificazione. Per quel che ne sappiamo, solo le Ulss 1 Dolomiti, Ulss 3 Serenissima, Ulss 4 Veneto Orientale, Ulss 8 Berica hanno in qualche modo previsto e comunicato pubblicamente il servizio, destinandolo però agli anziani già convocati e impossibilitati a raggiungere i Cvp. Ma, stando alle segnalazioni che quotidianamente arrivano alle segreterie dei sindacati dei pensionati, c'è ancora molta confusione: «Non possiamo permettere che ci siano incertezze: la mancanza di informazione genera uno stress emotivo molto grande agli anziani e ai loro famigliari, che si sentono sballottati da un centralino all'altro», continuano Spi, Fnp e Uilp. Un ultimo punto riguarda il pieno coinvolgimento dei medici di base nella campagna, che non significa solo inoculazione dei vaccini, ma anche una responsabile presa in carico dei pazienti, soprattutto proprio gli anziani che hanno nel medico di famiglia un punto di riferimento importante. Concludono i sindacati dei pensionati: «Vigileremo affinché i protocolli siano applicati e i medici di base siano un anello fondamentale di questa campagna. Purtroppo, riceviamo segnalazioni negative anche in questo senso, con dottori che si smarcano dalle loro responsabilità».

Il bollettino di Azienda Zero

Sono 42.712 i tamponi fatti nelle ultime 24 ore. 1228 i nuovi positivi a livello regionale per un tasso di incidenza del 2,87%. I casi attualmente positivi in isolamento sono 25.224. I ricoverati totali negli ospedali 1317 di cui 145 pazienti in terapia intensiva (+6 rispetto a ieri). 22 i nuovi decessi rispetto a ieri.

Il video della diretta

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