Viveracqua, nominata la nuova presidente: è Monica Manto

Nel cda ci sarà anche Carlo Pesce di Piave Servizi. In videoconferenza, si è tenuta venerdì 27 marzo l’assemblea dei soci del consorzio dei 12 gestori idrici pubblici del Veneto

In foto Monica Manto

Monica Manto è il nuovo presidente di Viveracqua: a nominarla, venerdì mattina (27 marzo) all'unanimità, l’assemblea dei soci del consorzio che raggruppa 12 gestori idrici con sede in Veneto.

Avvocato, attuale direttore generale di acquevenete, Manto è stata vicepresidente di Viveracqua dal 2014 a oggi. Succede a Fabio Trolese, DG di Viacqua, che si è dimesso per nuovi impegni professionali. Del CdA di Viveracqua entra a far parte inoltre Carlo Pesce, ingegnere e DG di Piave Servizi, che si affianca al terzo membro, l’ing. Giancarlo De Carlo, DG di Livenza Tagliamento Acque. A causa dell’emergenza Covid-19, l’assembla si è tenuta in videoconferenza, con una stretta di mano “virtuale” tra presidente uscente ed entrante. Per Viveracqua è un passaggio del testimone nel segno della continuità: i soci hanno espresso un ringraziamento al presidente uscente Trolese, per l’impegno con cui in questi anni ha portato avanti la sfida complessa di un percorso comune tra i gestori idrici pubblici veneti. «Oggi più che mai - sottolinea la neo presidente Monica Manto - apprezziamo la stabile collaborazione tra gestori. Il coordinamento tra le società dell'idrico, garantito dal confronto costante che è il nostro modus operandi in Viveracqua, è già importante in regimi ordinari, ma diventa essenziale nei momenti di emergenza come quello attuale. Nell’affrontare l’emergenza Covid-19 i gestori idrici di Viveracqua, in coordinamento, hanno valutato assieme le misure operative per contrastare la diffusione del contagio, garantendo la massima sicurezza dei lavoratori e al contempo la continuità dei servizi essenziali». Nel corso della seduta i soci hanno approvato anche il bilancio di esercizio 2019 di Viveracqua. Tra i principali risultati, i ricavi, che si attestano a 750.000 euro e che derivano dal riaddebito ai soci dei costi sostenuti per lo svolgimento delle attività a servizio degli stessi, senza alcun utile, in conformità alla natura della società. Rilevanti anche le attività nell’ambito degli acquisti congiunti: è stata implementata una nuova piattaforma tecnologica di e-procurement e si è creato un nuovo ed unico Albo Fornitori a livello regionale. Ancora, tra i più importanti progetti di Viveracqua realizzati nel corso dell’anno, un piano di emergenza di reciproco aiuto tra le società del consorzio, sulla scorta delle esperienze vissute a seguito dell’emergenza Vaja, e le attività di test di contatori intelligenti da utilizzare in futuro per la misura dell’acqua all’utenza in tempo reale. Viveracqua si è inoltre fatta promotrice di attività di formazione congiunte per l’avvio dei Piani di Sicurezza dell’Acqua, importanti strumenti volti a evitare il ripetersi di emergenze quali quelle legate ai Pfas. 

Il consorzio Viveracqua è sorto nel 2011 come forma di stabile collaborazione tra gestori idrici, accomunati da alcune caratteristiche: sono tutte aziende a totale proprietà pubblica e con gestione in house del servizio, non quotate in borsa, di dimensioni medio-piccole e con un forte radicamento nel proprio territorio. Scopo di Viveracqua è aumentare l’efficienza e la capacità competitiva, senza perdere lo stretto legame con il territorio.  Attualmente ne fanno parte acquevenete, Acque del Chiampo, Acque Veronesi, Alto Trevigiano Servizi, Azienda Gardesana Servizi, Bim Gestione Servizi Pubblici, Etra, Livenza Tagliamento Acque, Medio Chiampo, Piave Servizi, Veritas e Viacqua. 3.800 impianti di acquedotto, 619 depuratori, oltre 46.000 km di rete idrica e più di 21.000 km di condotte fognarie: sono alcuni dati della gestione delle 12 aziende di Viveracqua, che servono un bacino di 4,8 milioni di abitanti. 360.270.080 i metri cubi di acqua potabile erogati, 473.697.717 i metri cubi di acque reflue trattate annualmente prima della reimmissione nell’ambiente, 150.000 le analisi di laboratorio eseguite lungo tutta la filiera idrica per garantire acqua di qualità ai i cittadini veneti. Dal 2014 al 2019 i 12 gestori hanno investito oltre un miliardo di euro, con l’attivazione di circa 5.200 cantieri, per migliorare la qualità dell'acqua distribuita, ridurre le perdite e ottimizzare le prestazioni ambientali dei depuratori. Tra le più importanti operazioni messe in campo da Viveracqua il progetto Hydrobond, primo di questo tipo in Italia e in Europa, divenuta un vero caso studio, che ha permesso di accedere ai finanziamenti della Banca Europea degli investimenti, per circa 227 milioni di euro. Risorse che hanno attivato circa 1100 interventi per nuove opere nelle province di Padova, Vicenza, Venezia, Rovigo, Verona, Treviso e Belluno. “Dopo la seconda operazione” commenta Monica Manto “nel 2020 prevediamo la terza emissione Viveracqua Hydrobond, per un importo complessivo di 200 milioni di euro, che consentirà di realizzare nei prossimi quattro anni opere per circa 650 milioni di euro”. Innovazione portata da Viveracqua anche nel progetto ViveracquaLab, la rete di laboratori e tecnici per mettere a fattore comune le migliori competenze e tecnologie a livello regionale nel campo della qualità dell’acqua. 

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