Covid-19: allarme arancione in Veneto, Zaia temporeggia sull'ordinanza

Nel prossimo weekend in arrivo un nuovo Dpcm. In Veneto salgono a 70 le persone in terapia intensiva. In provincia di Treviso 349 positivi nelle ultime 24 ore

La conferenza stampa di Marghera

«Stiamo seguendo con attenzione l'evolversi della situazione: la mia ordinanza è pronta, ma non la presento perché la situazione è ancora con il semaforo di colore arancione e dall'altra perché sembra che il governo nel fine settimane presenterà le sue misure. E voglio evitare che i due provvedimenti possano collidere, creando confusione e ansia nei cittadini». Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia nel corso del punto stampa che si è svolto oggi, venerdì 23 ottobre a Marghera.

«In questo momento abbiamo 70 persone in terapia intensiva e 600 ricoveri in area non critica - continua il Governatore - Non siamo nella situazione di emergenza dello scorso marzo, avendo un potenziale di oltre mille terapie intensive reali. Oggi non siamo nel panico o nel caos sul fronte sanitario: la curva di crescita delle terapie intensive, che è il dato che più ci  interessa, infatti oggi ha una tendenza di crescita ben più morbida di quella della scorsa primavera. Se i dati rimangono costanti il picco si potrà raggiungere per fine novembre, ma si tratta di un dato puramente teorico».

Il bollettino di oggi

Nell'ultimo report pubblicato da Azienda Zero, venerdì 23 ottobre, c'è da registrare un vero e proprio boom di contagi nella Marca con ben 349 nuovi positivi (salgono attualmente a quota 3018 nella sola provincia di Treviso) che fanno della provincia di Treviso la maglia nera dell'intera regione. 251 i nuovi contagi venerdì mattina, 98 quelli registrati nel pomeriggio. Sale poi anche il numero dei ricoveri: 37 al Ca' Foncello e 38 a Vittorio Veneto. Cinque le persone in terapia intensiva: 3 al Ca' Foncello e 2 a Conegliano. Infine, le situazioni scolastiche con almeno un caso sono salite a 697. Su 707.814 studenti totali, i positivi sono 835 (lo 0,12%) e quelli in quarantena sono 6.551 (lo 0,93%). Su 95.786 operatori della scuola totali, i positivi sono a oggi 167 (lo 0,17%), gli isolati sono 1.292 (l’1,35%).

Scuola e Covid, situazione positiva ma in crescita

La situazione nelle scuole del Veneto, per monitorare la quale la Regione ha presentato un nuovo report, rimane ancora positiva, anche se in crescita numerica. In generale, in Veneto, i contagi stanno salendo (1.426 quelli nelle ultime 24 ore), ma con una curva decisamente più piatta rispetto al marzo scorso. Tra le persone attualmente in isolamento domiciliare (circa 14.000), la percentuale di pazienti sintomatici resta bassa, pari al 3,03%. Sul fronte dell’effettuazione dei tamponi, confermando che si viaggia sui 25-30 mila al giorno, Zaia ha tenuto a ringraziare i 650 Medici di Medicina Generale (su 3.150) che hanno già accettato di erogarli ai loro assistiti negli studi professionali. «Noi li forniamo loro gratuitamente e siamo pronti a distribuirli a tutti coloro che ce li chiederanno. Stiamo collaborando molto bene – ha detto il Governatore – e rivolgo un appello a tutti questi professionisti perché più riusciremo ad aumentare il numero dei disponibili, più si alleggerirà il problema del numero elevato di tamponi da fare, per i quali la soglia massima possibile non è infinita. La protezione Civile Nazionale – ha poi annunciato – ci ha comunicato che arriveranno anche in Veneto una parte delle squadre messe a disposizione dall’Esercito per creare nuovi punti tampone. Saranno dei drive in con sanitari operativi – ha specificato. In Veneto dovrebbero esserne in arrivo una ventina». Pronta a partire in Veneto anche l’App di biosorveglianza grazie alla quale le persone in isolamento domiciliare potranno facilmente comunicare il loro stato di salute, senza la necessità delle oramai molte migliaia di telefonate da fare quotidianamente secondo i canoni della tradizionale sorveglianza attiva (anche qui esiste un limite massimo umanamente possibile). «Ci sono ancora problemi sugli aspetti di privacy – ha detto Zaia – ma se siamo in una fase di emergenza non si può trascinare ogni cosa alle calende greche, per cui ho chiesto al Governo di inserire con urgenza in un suo provvedimento la facoltà di usare queste App, che sono la nostra interfaccia più diretta con chi si trova in isolamento».

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