Coronavirus, mascherine introvabili: sartoria del centro le regala ai cittadini

La Sartoria Caruso di via Montello a Treviso ha autoprodotto quasi 200 mascherine con gli avanzi di tessuto e in poche ore sono andate subito a ruba

Alcune mascherine prodotte dalla Sartoria Caruso

Se nell’emergenza Coronavirus «è importante usare la mascherina» per proteggersi quando si è in situazioni a rischio, «bisogna però fare molta attenzione a gestire bene questi dispositivi». A metterlo in grande evidenza, intervistato dall’Adnkronos, è il chimico Matteo Guidotti dello Scitec Cnr: «Le mascherine nascono come dispositivi ‘usa e getta’ ma in questa circostanza è complesso consumarne troppe, ciò che va fatto è non introdurla in casa quando si rientra dall’esterno, maneggiarla con prudenza, non poggiarla su tavoli o superfici» sottolinea il chimico dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche Scitec-Cnr di Milano. «All’esterno della mascherina - spiega Guidotti - sono infatti ‘filtrati’, trattenuti i patogeni che non andrebbero ovviamente portati nell’abitazione o negli uffici. Andrebbero quindi lasciate all’esterno, come le scarpe».

Mascherine che però sono ormai introvabili ovunque, mentre i pochi pezzi rimasti vengono venduti spesso a cifre da capogiro. Per questo motivo il napoletano, ma trevigiano d'adozione, Francesco Caruso, titolare della Sartoria Caruso in via Montello a Treviso, ha deciso di venire incontro ai cittadini e ha messo gratuitamente a disposizione quasi duecento mascherine in stoffa autoprodotte "in casa" con le mazzette dei campionari, lasciandole appese ad un appendino all'esterno del negozio, così che ognuno se ne potesse approvvigionare senza entrare in contatto coi titolari o altri clienti, così da rispettare anche le norme previste dal Governo. Le mascherine sono andate subito a ruba negli scorsi giorni e sono state decine e decine i messaggi di ringraziamento giunti alla Sartoria sia in Instagram che in Facebook. «Quello che ho potuto fare è questo...La Sartoria Caruso ha donato un po' di mascherine fatte in casa con materiale di riciclo, avanzi di tessuto e all'interno, per filtrare un po', del tessuto non tessuto. Tutto questo con una macchina vecchia perché non sono riuscito a comprarne una nuova, altrimenti ne avrei fatte il doppio. In ogni caso, in questo momento dobbiamo darci tutti vicendevolmente una mano...» ha raccontato ai nostri micorfoni Francesco Caruso, ideatore di un bellissimo gesto solidale..

(N.B. Precisiamo che non si tratta di mascherine intese come dispositivo medico, ma di un prodotto che può comunque essere un valido aiuto in mancanza di quelle sanitarie)

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