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Biglietti gonfiati alle mostre su Matisse e gli Inca: Andrea Brunello rinviato a giudizio

Il patron di Kornice, all'epoca dei fatti amministratore unico di Artematica, è accusato di truffa aggravata assieme a Giuseppe Mazzadi, segretario di Fondazione Brescia Musei

TREVISO Il caso dei presunti biglietti gonfiati per le mostre su Matisse e sugli Inca organizzate a Brescia finirà di fronte al giudice. Andrea Brunello, patron di Kornice e all'epoca dei fatti contestati amministratore unico della società trevigiana Artematica, poi liquidata, che ha curato le due mostre, è stato rinviato a giudizio per l'ipotesi di reato di truffa aggravata in concorso con Giuseppe Mazzadi, segretario della Fondazione Brescia musei. Difesi dagli avvocati Antonio D'Alesio e Franco Niero dovranno presentarsi in aula il 13 marzo prossimo.

Nell'udienza preliminare di fronte al gup Angelo Mascolo, hanno depositato la costituzione di parte civile il Comune di Brescia e la stessa Fondazione Brescia musei. Costituzioni a cui le difese si sono opposte in quanto la fondazione ha già intentato una causa civile contro Brunello e l'amministrazione comunale risulta essere socio fondatore della fondazione che, sempre secondo le difese, sarebbe l'unica parte offesa nel caso in cui le accuse venissero provate.

Circostanza che l'avvocato D'Alesio comunque respinge in quanto il numero dei biglietti sarebbe stato ampiamente superato e, in ogni caso, i soldi ricevuti erano stati tutti autorizzati dalla fondazione. I due imputati, non avendo scelto alcun rito alternativo, hanno infatti intenzione di dimostrare la propria innocenza a processo.

Le indagini, relative alle due esposizioni datate 2011, erano partite nel 2012 quando la Siae aveva reso noto di aver trovato una discrepanza tra il numero di biglietti staccati da Artematica e quello dichiarato all'amministrazione comunale per ottenere il bonus previsto dal contratto stipulato con la società. Per quella di Matisse, secondo la Siae, a comprare il biglietto sarebbero state circa 130 mila persone mentre Artematica avrebbe dichiarato di averne staccati 248 mila. Per quella sugli Inca invece i biglietti reali sarebbero stati 207 mila rispetto ai 273 mila dichiarati.

Nel contratto stipulato tra Artematica e Fondazione Brescia musei c'era però una clausola: la fondazione, se fosse stato superato un determinato numero di visitatori, si sarebbe impegnata a versare un bonus ad Artemtica. Gli accordi prevedevano 230 mila ingressi per la mostra su Matisse e 200 mila per quella sugli Inca. In questo modo la società di Brunello avrebbe incassato 790mila euro, iva esclusa, senza aver staccato, secondo quanto sostiene l'accusa, tutti quei biglietti.

Nel frattempo per la nuova società di Brunello, la Kornice, sono giorni di febbrile lavoro: sabato 8 ottobre, in collaborazione con Artemisia, verrà infatti inaugurata la mostra sui Maya a Verona alla Gran Guardia mentre il 15 ottobre, a Treviso, sarà la volta dell'inaugurazione di quella su Francis Bacon a Ca' dei Carraresi.  

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