A Castelfranco parte la campagna di finanziamento per il restauro delle Mura

ArtBonus, sponsorizzazioni e donazioni: una raccolta fondi rivolta a chi ha a cuore le mura della città. Oggi infatti le mura e le torri del sistema fortificato versano in condizioni critiche

CASTELFRANCO VENETO Negli ultimi anni i lavori di restauro o messa in sicurezza della cinta muraria di Castelfranco Veneto sono stati minimi. Unica eccezione: il recente intervento di ristrutturazione della Torre Civica (2013) a seguito della campagna di sensibilizzazione Le Nostre Mura. Oggi le mura e le torri del sistema fortificato versano in condizioni di estrema criticità, per questo il Comune ha deciso di lanciare una nuova iniziativa per raccogliere fondi da destinare al restauro.

Il Sindaco Stefano Marcon motiva così la decisione: «La campagna Le Nostre Mura e la raccolta firme connessa, iniziate nel 2012, assieme ad una prolungata azione politica hanno permesso di intercettare importanti fondi statali da impiegare nel loro restauro. Purtroppo questi fondi riescono a coprire solo in parte gli importi necessari. Come a quel tempo, siamo quindi noi, cittadini, enti, aziende, noi che abbiamo le nostre mura nel cuore, chiamati ancora una volta a prenderci cura di loro. Oggi, attraverso donazioni, iniziative come l’ArtBonus o sponsorizzazioni dirette, cittadini e aziende possono fare molto, ricevendo importanti agevolazioni sul piano fiscale». L’Art Bonus nasce nel 2014 come strumento fiscale per permettere ai cittadini e agli imprenditori di dare un contributo diretto e tangibile, detraendo il 65% di ciò che donano, per conservare i nostri monumenti, musei, teatri, biblioteche, diventando così mecenati di oggi per l’Italia di domani.

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La nuova campagna “Le Nostre Mura, nelle Nostre Mani”  è curata dallo studio di comunicazione Otium, studio noto per per essersi occupato di altre campagne rivolte alla tutela e alla promozione dei Beni Culturali: Villa e Parco Bolasco nel 2010 e la prima Campagna dedicata alle Mura Cittadine “ Se Domani” che portò all'installazione di un enorme banner raffigurante un crollo sulla Torre  del Giorgione. «Per questa nuova campagna siamo ripartiti da uno dei 3.750.000 mattoni che compongono le Mura» raccontano i ragazzi di Otium. «Abbiamo ritratto in fotografia ed in video circa 300 cittadini, una grande comunità, unita nel prendersi cura di un mattone, nel tenerlo in grembo, nel passarlo di mano in mano ed è stato emozionante raccontare quanto ognuno di noi abbia a cuore Le Nostre Mura».

Le mura infatti sono un patrimonio di tutti: da otto secoli l’inconfondibile sagoma merlata del castello è l’immagine più rappresentativa di Castelfranco Veneto. Queste mura, le Nostre Mura, non sono solo un pezzo di storia, non sono solo il monumento più importante, ma sono il simbolo dell’identità cittadina e il cuore della nostra città. Racconta lo storico Giacinto Cecchetto «Il 22 ottobre 1824 il Comune di Castelfranco Veneto ed i suoi cittadini acquistavano la proprietà delle Mura e delle Torri dall’austriaco Regno Lombardo-Veneto, così scongiurando che il Castello venisse raso al suolo dal Demanio, perché strumento di difesa senza più alcuna utilità strategica e da qualche secolo in condizioni di pesante degrado.

Nella sua lunga storia le Mura hanno saputo difendersi da guerre, intemperie e dall’inesorabile logorio del tempo. Ma, si sa, spesso la storia procede in maniera ciclica ed anche oggi i circa 3.750.000 mattoni e le storie che portano con sé sono a rischio». Per la nuova campagna di raccolta fondi “Le Nostre Mura, nelle Nostre Mani” il sito internet www.lenostremura.it è stato aggiornato e contiene tutte le informazioni dell’iniziativa: le modalità di contribuito disponibili per privati, enti e aziende, i dettagli del progetto di restauro con relativi costi, conditi da un video che ben racconta lo spirito della Campagna. Sull'omonima pagina Facebook, per i prossimi mesi, verranno via via pubblicati tutti i ritratti raccolti. Il Vicesindaco Giovine, primo promotore del rilancio dell’iniziativa, conclude «Già tre importanti aziende, Generali, Ascotrade e S. Anselmo, hanno sposato la nostra causa e ci hanno permesso di creare gli strumenti per raccontare a più persone possibili l’importanza della raccolta; siamo fiduciosi molte altre aziende possano rispondere alla chiamata, sarò disponibile ad incontrare chiunque desideri avere maggiori informazioni o si dimostri interessato a contribuire al restauro». Nei prossimi mesi questi contenuti saranno tradotti in inglese in modo da intercettare anche fondi internazionali, delle molte persone che visitando Castelfranco vorrebbe poter fare qualcosa in più.

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