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Resta in carcere l'uomo accusato di sequestro di persona e atti sessuali con minorenni

Resta in carcere l'uomo accusato di sequestro di persona e atti sessuali con minorenni

Sequestra e abusa di due 13enni, il 45enne resta in carcere

L'uomo avrebbe approfittato sessualmente di due bambine nel garage di casa sua, nel coneglianese. L'avvocato dell'operaio: «Tante incongruenze nella versione data dalle due giovani»

«Nessun abuso, le ragazze si sono recate a casa sua spontaneamente e lui si limitato a dare loro ospitalità». Resta in carcere  l'operaio cingalese di 45 anni del coneglianese indagato per aver sequestrato e costretto a rapporti sessuali due bambine di 13 anni nel novembre scorso. Ma per bocca del suo legale, l'avvocato Stefano D'Orazio, l'uomo rimanda sdegnosamente al mittente le accuse. «Fra noi non è successo niente» ribadisce il 45enne.

«Il mio cliente - spiega l'avvocato D'Orazio - ha ospitato per la notte due ragazzine, originarie dell'Est Europa. Lo ha fatto mettendo a disposizione i locali di un sottoscale attrezzato come camera da letto per accogliere i numerosi parenti dell'uomo, che spesso vanno in vista da lui. Tengo a sottolineare che nel fascicolo di indagine non si fa menzione a materiale pornografico che il cingalese avrebbe fatto vedere alle due: vi è piuttosto il riferimento a traccie di Dna di una delle ragazze, ma questo non vuol dire nulla se non che effettivamente le ragazzine sono state da lui».

Secondo il racconto dell'avvocato le due, che avrebbero rapporti problematici con le rispettive famiglie, si sono presentate alla porta del cingalese la sera dell'11 novembre. Per l'accusa l'operaio avrebbe accettato di fornire loro un letto in cambio di due prestazioni di sesso orale. «Resta da chiarire - racconta il legale - tutta la storia come narrata dalle due presunte vittime. A partire del sequestro: le giovani si sarebbero trovate chiuse dentro in garage ma nella disponibilità di telefonare a qualcuno, perché il mio cliente non avrebbe sottratto loro i telefoni. Secondariamente il mio assistito si trovava in casa con il figlio, che ha 15 anni, che dormiva al piano di sopra dove si trovano le due camere. Alla mattina l'operaio e il ragazzo sarebbe usciti, il primo per andare a lavorare il secondo invece per recarsi al scuola. Le due bambine erano libere di uscire, cosa che hanno fatto intorno alle 12, per recarsi in un contro commerciale di Conegliano e poi prendere l'autobus per Treviso, dove sono state intercettate dalla Polizia che era alla loro ricerca dato che i genitori, non vedendole rientrare, hanno fatto una segnalazione alle forze dell'ordine».

«Perché - si chiede il legale - dopo una esperienza tanto traumatica per entrambe non hanno chiamato subito a casa o la polizia ma sono state rintracciate con amici e solo dopo hanno parlato della violenza subita?». D'Orazio inoltrerà nei prossimi giorni la richiesta al Tribunale del Riesame perché all'uomo vengano concessi i domiciliari.   
   

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