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Cronaca

Alcol e droga al lavoro, l'Ulss 9 ispeziona le aziende trevigiane

L'azienda sanitaria ha approvato una nuova procedura per verificare l'assunzione di stupefacenti o alcolici tra i lavoratori della Marca che svolgono mansioni a rischio

Aumentano i casi di assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti tra i trevigiani. Per questo l'Ulss 9 ha deciso di correre ai ripari e attivare un programma di prevenzione.

L'azienda sanitaria ha approvato una nuova procedura operativa per verificare la diffusione di droghe o alcol i tra i lavoratori della Marca che svolgono mansioni a rischio.

Se fino a un paio di anni fa venivano svolti, in media, tre accertamenti, ora la frequenza è salita a venti, con un allarmante 60% di casi di conferma di tossicodipendenza - rivela Germano Zanusso, direttore del Sert di Treviso, alla Tribuna di Treviso.

Nel mirino dell'Ulss 9, in particolare, oppiacei, cannabinoidi, anfetamine, cocaina, ma anche l'alcol, e le mansioni a rischio indicate dalla legge, ovvero tutte quelle professioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l'incolumità o la salute di terzi, come autisti, camionisti od operai a contatto con sostanze tossiche o esplosivi.

Ad avviare il controllo, in genere, è il datore di lavoro che noti anomalie nel comportamento dei propri dipendenti. Quindi entra in azione il medico competente per un primo controllo e, se i sospetti permangono, si procede al secondo livello di approfondimento da parte del Sert.

Sulla base delle valutazioni cliniche viene poi studiato un percorso di recupero, calibrato e personalizzato a seconda della problematica e della persona. Finora - spiega Zanusso - la riabilitazione è stata efficace nel 90% dei pazienti.

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