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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca Mogliano Veneto

Accoltellò 23 volte Marta, la Corte di Cassazione annulla la condanna a 5 anni

Gli Ermellini hanno rimandato alla Corte d'Appello gli atti del processo contro il minorenne che, il 22 marzo del 2021, accoltellò Marta Novello, studentessa 27enne, nei pressi di un agriturismo, in una zona frequentata da joggers a Mogliano

Colpo di scena nella vicenda di Marta Novello: la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d'Appello di Venezia che condannava a 5 anni di reclusione il ragazzo minorenne accusato dell'accoltellamento della 27enne che, il 22 marzo del 2021, venne aggredita mentre stava facendo jogging lungo via Marignana a Mogliano. I giudici hanno anche rinviato gli atti ai colleghi di Appello, che dovranno quindi riesaminare il caso.

Le motivazioni della decisione non sono ancora ancora state rese note, ma in sede di discussione il legale del minorenne, l'avvocato Matteo Scussat, aveva contestato l'imputabilità stessa del giovane per "immaturità", un vizio che si sarebbe palesato nella sua capacità di intendere e volere al momento della commissione dei fatti. Il difensore aveva inoltre contestato che al suo assistito non sarebbe stato messo a disposizione l'istituto della messa alla prova. In Appello il giovane si era visto ridurre la condanna inflittagli (con rito abbreviato) dai giudici di primo grado ed era passato dai 6 anni e 8 mesi di reclusione a 5 anni.

Marta Novello era stata aggredita mentre stava correndo nei pressi dell’agriturismo Al Vecio Muraro. Il ragazzo sarebbe uscito di casa con l'intento di compiere una rapina, poi avrebbe raggiunto la giovane in bicicletta, trascinandola in un fossato ai lati della strada. Tra i due sarebbe quindi nata una colluttazione durante la quale la giovane è stata colpita con una ventina di fendenti. Dopo un primo intervento chirurgico ai polmoni lacerati, Marta ne ha subito un secondo per recuperare un tendine della mano, lesionato da uno dei fendenti ricevuti.

Il minorenne era stato dichiarato capace di intendere e volere dallo psichiatra forense bolognese Giovanni Battista Camerini, che gli aveva riscontrato però qualche problema di tipo psichiatrico e una forte immaturità. Il giovane ha atteso la sentenza da Londra, dove presumibilmente si trova in compagnia della madre. Aveva raggiunto la capitale inglese approfittando di un errore nella data della notifica del provvedimento amministrativo che ne stabiliva il collocamento in una comunità.

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