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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca Montebelluna

Lavoratori irregolari e insolvenze: chiusi un calzaturificio e tre aziende tessili

Le Fiamme Gialle di Treviso hanno eseguito quattro sequestri tra Montebelluna, Cornuda, Caerano di San Marco e Volpago del Montello. Le imprese erano insolventi con il fisco dal 2010 e facevano lavorare operai senza permessi

La guardia di finanza di Treviso, con il supporto di vigili del fuoco, Spisal, Ispettorato del lavoro e Arpav Treviso, ha eseguito quattro distinti controlli in un calzaturificio con sede a Montebelluna e in tre aziende tessili a Caerano di San Marco, Cornuda e Volpago del Montello.

Gli amministratori delle quattro aziende, tutti stranieri, sono stati segnalati alla Procura di Treviso per violazione delle norme volte a prevenire gli incendi e gli infortuni sul lavoro, nonché per reati in materia urbanistica e gestione dei rifiuti. In particolare, per quanto concerne la prevenzione degli incendi, tra le numerose violazioni riscontrate, le più gravi hanno riguardato la mancanza di indicazioni sulle vie di fuga, di luci di sicurezza in prossimità delle porte di emergenza, di estintori portatili e della cartellonistica che indica la loro posizione, oltre all’impraticabilità delle vie di fuga e all’assenza del certificato di prevenzione incendi. A queste si sono aggiunte svariate violazioni alle norme sulla sicurezza: macchinari sprovvisti di sicurezze negli organi mobili, scarse condizioni igieniche, omessa designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, mancata compilazione del documento di valutazione dei rischi. In materia ambientale, poi, nella fabbrica di Cornuda è stata accertata la presenza di 20 metri cubi di scarti di lavorazione illecitamente smaltiti, sequestrati insieme all’area in cui i rifiuti venivano bruciati, circostanza per cui è scattata la denuncia del titolare per i reati di illecito smaltimento e illegale combustione di rifiuti.

Al momento degli accessi, ancora, sono stati identificati tre lavoratori irregolari, di cui uno privo del permesso di soggiorno, immediatamente espulso, con denuncia del datore di lavoro per impiego di manodopera clandestina. Considerate le condizioni di degrado e pericolo in cui erano gestiti il calzaturificio e due dei tre laboratori tessili, l’impiego di lavoratori irregolari, la violazione delle norme in materia urbanistica e ambientale, i finanzieri di Treviso e Montebelluna hanno proceduto con il sequestro d’urgenza, che è stato successivamente convalidato da parte del Gip. Infine, l’approfondimento della posizione delle aziende ispezionate ha permesso di accertare pendenze tributarie per 1,2 milioni di euro da parte delle 13 ditte, tutte amministrate da stranieri, che, dal 2010, le hanno gestite: si tratte di vere e proprie imprese “Apri e chiudi” che, dopo essere divenute insolventi, avevano trasferito personale e macchinari nella successiva impresa costituita “ad hoc”, continuando a operare sempre nello stesso luogo, con gli stessi clienti e fornitori, cambiando solo nome e partita Iva.

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