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Domenica, 19 Maggio 2024
Cronaca Oderzo / Via Francesco Dall'Ongaro

Accoltella avvocato al culmine di una lite per l'eredità, poi fugge e si toglie la vita

L'aggressione si è consumata poco dopo le 10 all'interno di uno studio legale di Oderzo, in via Dall'Ongaro. Un 53enne italiano ha colpito con alcuni fendenti il legale, ferendola in modo non grave, poi è fuggito. I carabinieri hanno rinvenuto il cadavere in un rustico di sua proprietà

Due mesi fa la morte del padre, Giacomo, all'età di 84 anni, aveva aperto la complessa questione dell'eredità tra i figli, con la successione di alcuni terreni e dell'abitazione di famiglia, un rustico a Basalghelle di Mansuè, in via Perezzi, stabile che nel 2021 era stato peraltro devastato da un incendio. Una famiglia "difficile" per problemi psicofisici da cui sono affetti almeno due dei tre fratelli. È questo il quadro in cui è maturata la tragedia che si è consumata nella mattinata di oggi, lunedì 24 aprile, quando uno di loro, Giuseppe Silvestrini, infermiere dell'Oras di 53 anni, si è tolto la vita, impiccandosi al primo piano dell'abitazione disabitata. A ritrovarne il corpo esanime sono stati i fratelli, Renato e Roberta, ignari di quanto era avvenuto poco prima che il fratello rincasasse.

Prima di compiere il gesto estremo l'uomo infatti aveva aggredito il legale che sta seguendo le pratiche per l'eredità di famiglia, l'avvocatessa Meri Zorz, 50 anni. L'episodio è avvenuto poco dopo le 10 di lunedì mattina, all'interno dello studio legale "Puppinato Zorz" in via Dall'Ongaro a Oderzo. Silvestrini, armato di un coltello che peraltro non è ancora stato rinvenuto, ha ferito con alcuni fendenti, a una spalla e a una mano, la civilista e si è poi dileguato, forse consapevole, nel suo raptus di follia, del gesto appena compiuto e delle eventuali conseguenze. Meri Zorz, sanguinante e sotto choc, è scesa dal suo ufficio e ha chiesto aiuto all'edicolante, Marino Bergamo, che ha il negozio poco distante. La donna è stata accompagnata da un'ambulanza del Suem 118 al pronto soccorso dell'ospedale di Oderzo: dopo le medicazioni e gli esami del caso (oltre alle le ferite è stato riscontrato anche un forte trauma cranico) la 50enne si trova ora ricoverata in area medica con una prognosi di circa 30 giorni.

Una pattuglia dell'Arma di fronte allo studio legale

Nel frattempo il suo aggressore, dopo neppure un'ora dall'accoltellamento, è stato trovato privo di vita nel rustico, una delle proprietà che facevano appunto parte dell'eredità. Nello studio legale e presso l'abitazione di famiglia (da tempo residente in un container prefabbricato proprio a pochi metri dal rudere) sono intervenute alcune pattuglie dei carabinieri della Compagnia di Conegliano. L'indagine su questa drammatica vicenda sono coordinate dalla Procura di Treviso che dovrà far luce sui alcuni punti che restano ancora oscuri. Sembra che prima di avvalersi dell'avvocato Zorz, la famiglia Silvestrini avesse già cambiato altri legali per gestire questa vicenda relativa alla successione. Il raptus di violenza del 53enne non sarebbe però ascrivibile a contrasti tra i tre fratelli ma alle loro difficoltà, dovute proprio al venire a capo della complessa suddivisione dei beni appartenuti al padre scomparso.

Meri Zorz

Parla il fratello di Giuseppe

«Il motivo di questo gesto è legato alle troppe pressioni di avvocati, acquirenti e da comportamenti che non prevedevano questa rivolta sua nei confronti di un mondo che lui vedeva rettamente e invece...- ha spiegato Renato Silvestrini, fratello di Giuseppe -. Io cercavo di pregare anche per lui la Madonna, o frequentando Sante messe, lui invece diceva che era una perdita di tempo, non voleva saperne, eppure ha fatto anche i seminari, a San Vito e a Lonigo, eppure, io penso che la storia di Giuseppe Silvestrini e di questa casa, lasciano un po' fermi...L'ho trovato io morto e sono rimasto impressionato da averlo trovato così, penzoloni. Era un po' irrequieto in questi giorni per un sovraccarico di lavoro, dal momento in cui si è preso la responsabilità di gestire la casa incendiata, dalla quale sono uscito indenne, nonostante una vicenda in cui stavo per rischiare anch'io la vita. Oggi ha risposto male all'ultima pressione dei confinanti che volevano acquistare la casa. Quando me ne sono accorto era troppo tardi, mi sono fatto prestare da un amico il cellulare e ho chiamato i carabinieri».

Giuseppe Silvestrini (foto da Facebook)

La nota di Oras

«In riferimento alla vicenda che ha tragicamente coinvolto Giuseppe Silvestrini, abbiamo appreso con costernazione del tragico gesto compiuto oggi 24 aprile - si legge in una nota -. Naturalmente, esprimiamo la massima vicinanza alla vittima dell’aggressione, augurandole un pronto recupero, e contemporaneamente comunichiamo il nostro dolore per il drammatico epilogo di questa triste vicenda. Giuseppe Silvestrini era un infermiere impiegato da più di dieci anni nella nostra unità operativa di Riabilitazione Funzionale, nella quale ha sempre svolto il proprio lavoro con professionalità e dedizione. Il Cda, la direzione e tutto il personale di Oras si stringe al dolore della sua famiglia in quest’ora così difficile».

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