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Il killer ammette l'omicidio e porta gli investigatori sul luogo in cui aveva nascosto il corpo

Mihail Savciuc, senza precedenti alle spalle, è stato torchiato per tutta la giornata di mercoledì: è rimasto freddo e impassibile anche di fronte al corpo senza vita di Irina

CONEGLIANO E' rimasto freddo, distaccato e non ha avuto segni di cedimento neppure quando, nella notte tra mercoledì e giovedì, ha condotto la polizia nel bosco di via Manzane, a Formeniga, dove aveva nascosto, sotto uno strato di rami e foglie, il cadavere della sua ex fidanzata, Irina, morta tre giorni prima per la sua ferocia. Mihail Savciuc, 19 anni, ha pianto solo quando si è confrontato con la sorella mentre si trovava in Commissariato, a Conegliano: è stata lei a convincerlo ad ammettere le sue responsabilità. Per il resto il giovane ha mentenuto un profilo di grande freddezza, nonostante le prove a suo carico raccolte dagli investigatori stessero facendo crollare come un castello di carte il suo piano per riuscire a farla franca.

Domenica sera lo studente e Irina escono insieme: la ragazza, convivente con altre giovani in un appartamento di via Maggior Piovesana, non dice nulla alle amiche su chi debba vedere quella sera. Le coinquiline e la madre non sanno neppure lei sia incinta: è riuscita in tutti i modi a nascondere la gravidanza. Mihail e Irina, con l'auto di lui, arrivano in via Manzane a Formeniga attorno alle 22: è una zona appartata in cui spesso si incontrano le coppiette della zona. La discussione tra i due, certamente legata al figlio che la 20enne porta in grembo, degenera in una litigata furibonda. Il 19enne, in preda all'Ira e ad una furia omicida, afferra una pietra (o più di una) e tramortisce alla testa la ragazza, sfondandole il cranio. Il giovane, per essere certo di averla uccisa, la strangola. Il cadavere di Irina, spogliato dei pochi gioielli che indossava, sarà poi nascosto sotto rami e foglie, sulla riva di un torrente.

Mihail rincasa e l'indomani andrà a scuola, senza dire nulla a nessuno e non lasciando trasparire quanto avvenuto la sera precedente: nel pomeriggio il 19enne vende ad un compro-oro di Conegliano una collanina con un ciondolo e un anello incassando 80 euro. La scomparsa di Irina intanto allarma le coinquiline e la madre che martedì mattina si reca presso il Commissariato di Conegliano per sporgere denuncia di scomparsa. Tra i primi sospettati c'è proprio Mihail che mercoledì mattina sarà prelevato dalla polizia mentre va a scuola: gli investigatori, nonostante la forte resistenza del ragazzo riescono a farlo confessare solo a tarda sera, quando ormai le prove raccolte a suo carico sono schiaccianti. Sarà lo stesso studente a condurre la polizia a Formeniga per recuperare il cadavere della ragazza. Dopo la convalida del fermo il 19enne viene condotto in carcere a Santa Bona a Treviso.

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